Nel cuore della città, la Córt di Asen  sarà riqualificata
Il progetto di recupero della storica corte tra via Perpenti e via Dolzino

Nel cuore della città, la Córt di Asen

sarà riqualificata

Chiavenna, sarà l’immobiliare EmmeZeta a intervenire: «Abbiamo acquisito la proprietà, lavori entro l’anno». Ci saranno cinque appartamenti su 400 metri quadrati.

Un luogo “sacro” per tutti i chiavennaschi da troppo tempo a rischio di degrado. Si sono concentrate sulla Córt di Asen le attenzioni della società immobiliare EmmeZeta, da tempo attiva nella ristrutturazione, con conseguente vendita degli appartamenti, di immobili storici del centro storico della città del Mera.

La stessa che nell’ultimo decennio ha ristrutturato l’ex birrificio Spluga, prima cotonificio Amman, nella zona di Poiatengo e che ora si sta apprestando a mettere mano alla casa sul Mera posta al termine del lungomera Giacometti. L’operazione di maggiore interesse collettivo è, però, quella della Córt di Asen, cortile situato in pieno centro a Chiavenna, in via Lena Perpenti, e circondato da abitazioni di grande interesse. Quella oggetto dell’intervento immobiliare è probabilmente la casa più vecchia di tutta la città.

«In questi anni - spiega Michele Levi di EmmeZeta - siamo riusciti ad acquisire la proprietà di tutto l’immobile, che in parte apparteneva già alla mia famiglia. L’obiettivo è quello di salvarlo e rimettere a disposizione della città un pezzo di patrimonio immobiliare importantissimo». L’iter autorizzativo è ancora in corso, anche se il via libera più delicato, quello della Sovrintendenza ai Beni Architettonici, è già arrivato.

«Il nostro obiettivo è quello di partire con il cantiere già quest’anno - continua Levi - e finire ovviamente in tempi non lunghissimi. L’intervento in sé non è eccessivamente complicato». Cinque appartamenti sui 400 metri quadrati complessivi dell’immobile, che sull’altro lato si affaccia su via Dolzino, rifacimento del tetto, recupero della facciata affrescata e del ballatoio in legno sostenuto da colonne in pietra ollare. «Recupereremo tutto quello che è recuperabile - spiega Levi - perché ci rendiamo perfettamente conto dell’importanza di questo luogo. In futuro ci piacerebbe, anzi, allargare l’intervento ad altri immobili “secondari” presenti sulla corte». Ovviamente si parla di un intervento privato. La società punta all’utile, ma secondo Levi ci sono altri aspetti: «Il primo è quello del recupero di un’area che rischiava seriamente una brutta fine. Il secondo obiettivo è quello di mettere a disposizione una parte di patrimonio immobiliare del centro storico restaurato. Ci sono centinaia di appartamenti vuoti a Chiavenna e aree da recuperare. La nostra filosofia è questa: crediamo che sia meglio recuperare l’esistente piuttosto che consumare ancora suolo. Il terzo obiettivo, e speriamo ce ne sia la possibilità, è quello di vendere gli appartamenti a chiavennaschi per garantire che il centro storico rimanga vivo e vissuto tutto l’anno».


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