Negozi dopo lo stop La notte dei saldi per farli ripartire
Con i saldi i negozi sperano di riprendersi dopo lo stop del lockdown

Negozi dopo lo stop
La notte dei saldi
per farli ripartire

Sabato 3 luglio serrande alzate fino a mezzanotte

Un patto tra il tessuto commerciale cittadino, l’amministrazione comunale e i sondriesi per far tornare a vivere la città dopo i mesi lunghi e bui della pandemia perché - come ha ricordato l’assessore alle Attività produttive Francesca Canovi - perché Sondrio riparta è necessaria la collaborazione di tutti.

L’appello

E dunque oltre agli appuntamenti artistici e culturali, agli eventi musicali, al cinema all’aperto e alle occasioni di degustazione dei prodotti dell’enogastronomia locale offerte dai pubblici esercenti (bar e ristoranti), un ruolo di primo piano lo giocano i commercianti da una parte e i clienti dall’altra che mai come in questa occasione possono dimostrare la vicinanza alle attività della propria città.

Un appello in questo senso arriva anche da Manuela Giambelli, la presidente dell’associazione mandamentale di Sondrio dell’Unione del Commercio e del Turismo in vista dei saldi che in tutta Lombardia inizieranno il 3 luglio - per terminare il 31 agosto - e che, come ormai da tradizione nel capoluogo, ma anche nei maggiori centri della Valle, saranno “celebrati” con la cosiddetta “Notte dei saldi”.

La serata di sabato 3 luglio, inserita a pieno titolo nel cartellone degli appuntamenti estivi sondriesi, vedrà serrande alzate e porte aperte fino a mezzanotte, per garantire un appuntamento speciale a residenti e turisti che vorranno fare acquisti approfittando degli sconti.

Un’iniziativa diventata un classico dell’estate cittadina che quest’anno riveste però un ruolo ancor più importante dopo le difficoltà causate dalle limitazioni anti covid che, tra una serrata e l’altra, hanno messo a dura prova la tenuta del tessuto economico del capoluogo.

«La situazione è pesante, non possiamo nasconderlo - dice Giambelli -. I commercianti sono reduci da due anni difficilissimi in cui si sono trovati con le vendite delle collezioni primaverili e invernali bloccate a causa delle limitazioni imposte e dalle chiusure a singhiozzo».

«Le aspettative per i saldi sono dunque ancora più alte che in passato - aggiunge -. La speranza è che tutto ciò si possa tradurre in buoni affari sia per i negozianti, sia per i clienti che certamente cercando nelle botteghe della città potranno trovare articoli interessanti».

In genere i saldi estivi valgono circa il 12% dei fatturati dei fashion store, quest’anno possono valere anche di più.

L’auspicio è che con i ribassi e le occasioni, complice un certo ritorno alla normalità, possa ripartire anche la corsa allo shopping e si possa riscontrare almeno una certa effervescenza dei consumi.

I danni del lockdown

E non soltanto degli acquisti online che anche durante la pandemia hanno continuato a fare numeri importanti. In gioco c’è infatti la tenuta dell’intera città.

«L’appello che possiamo lanciare - dice Giambelli - è quello di preferire le nostre attività, privilegiando il rapporto personale perché Sondrio vive se vivono i suoi negozi. Durante il lockdown abbiamo sperimentato tutti cosa significa stare in una città chiusa, non credo sia quello che desideriamo. L’animazione e gli eventi messi in campo dal Comune e dalle associazioni sono un’ottima cosa, ma da soli non bastano».

E proprio per quanto riguarda i giovedì sera di Sondrio è...estate, l’invito dell’Unione commercio ai negozianti è di tenere aperte le attività. Un segnale importante di partecipazione


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