’Ndrangheta nel Comasco  I nomi di arrestati e indagati
Il fermo immagine di un video dei carabinieri del Ros che ha ripreso un incontro nel Comasco

’Ndrangheta nel Comasco

I nomi di arrestati e indagati

Blitz martedì all’alba dei Ros dei carabinieri - Tredici persone arrestate per associazione mafiosa - Puntavano agli appalti per Expo - Coinvolti esponenti della locale di Mariano Comense e di Cabiate.

Su La Provincia di mercoledì 4 pagine con nomi, episodi e testimonianze

La ’ndrangheta a Como è presente, viva e fa affari con politici e professionisti

È quanto sostiene dal Direzione distrettuale antimafia di Milano, che martedì mattina ha dato il via a un’operazione che ha portato in cella almeno 13 persone accusate di associazione di stampo mafioso e di una serie di reati legati ad armi, minacce, incendi

Secondo l’inchiesta vi sono due gruppi legati alla ’ndrangheta e attivi in provincia di Como, tra cui uno legato a personaggi della locale di Mariano Comense già coinvolti nell’operazione Infinito. Le due articolazioni mafiose colpite dall’operazione odierna sono: il gruppo facente capo alla famiglia Galati, radicato nel comune di Cabiate e zone limitrofe, espressione in Lombardia della cosca «Mancuso» di Limbadi (Vibo Valentia); il locale di ’ndrangheta di Mariano Comense , a capo del quale le indagini hanno dimostrato essere ancora Salvatore Muscatello, nonostante egli si trovasse agli arresti domiciliari, per la condanna recentemente riportata, proprio per tale ruolo di «capo-locale», nel processo «Infinito».

Gli arrestati nell’operazione portata a termine dai carabinieri, secondo quanto si è saputo, avevano contatti con esponenti del mondo politico, istituzionale, imprenditoriale e bancario da cui ottenevano vantaggi, notizie riservate e finanziamenti. La cosca, secondo il gip, si sarebbe servita del “concorso di personaggi tra cui Guerrera Giuseppe (agente di polizia penitenziaria in servizio presso la casa Circondariale di San

Vittore), Baldessarro Giuseppe (funzionario dell’Agenzia delle Entrate della sede distaccata di Cantù), Pagnotta Giuseppe (imprenditore immobiliare), Ronzoni Alessandro (già esponente del mondo bancario), Pizzinga Emilio (consigliere comunale di Mariano Comense sin dal 2004 ed attualmente membro della

Commissione Urbanistica del Comune di Mariano Comense) tutti in grado di fornire un contributo rilevante al mantenimento in vita, al rafforzamento dell’organizzazione e ad aumentarne il prestigio”

Ecco i nomi delle 13 persone, arrestate

- Luigi Calogero Addisi, 55 anni, originario di San Calogero (Vibo Valentia), residente a Rho, centro nel milanese dove ha ricoperto la carica di consigliere comunale. Risulta imparentato con alcuni esponenti di vertice della cosca Mancuso di Limbadi, in Calabria.

- Fortunato Bartone, 41 anni, originario di Mileto (vibo valentia) e residente a Giussano, in Brianza. E’ accusato anchedi tentate minacce nei confronti della direttirice del carcere di Monza.

- Antonio Denami, 25 anni, originario di Vibo Valentia, già agli arresti domiciliari per estorsione, è accusato anche non solo di tentate minacce nei confronti della direttirice del carcere di Monza ma di aver incendiato l’auto di un vigile urbano

- Antonio Galati, 62 anni, originario di Mileto (Vibo Valentia), residente a Cabiate , ritenuto esponente apicaledell’organizzazione in Lombardia

- Fortunato Galati, 36 anni, originario di Vibo Valentia, già detenuto per omicidio;

- Giuseppe Galati, 43 anni, originario di Castellana Sicula (Palermo), già detenuto per traffico di stupefacenti. E’ anche accusato di tentate minacce nei confronti della direttrice del carcere di Monza.

- Giuseppe Galati, 35 anni, originario di Vibo Valentia, residente a Cabiate , imprenditore nel settore dei compro-oro, figlio del principale indagato, Antonio Galati;

- Franco Monzini, 65 anni, originario di San Benedetto Po (Mantova), residente a Milano, imprenditore edile, protagonista di un investimento immobiliare in una società occulta con Antonio Galati.

- Salvatore Muscatello, 80 anni, originario di Amato (Cosenza), agli arresti domiciliari per una condanna per associazione mafiosa in seguito al processo ’Infinito’. E’ ritenuto il capo della locale di ’ndrangheta di Mariano Comense .

- Alberto Pititto, 39 anni, originario di Vibo Valentia, commerciante di automobili a Mariano Comense e Cantù, e ritenuto persona a disposizione della famiglia Muscatello.

- Matteo Rombolà, 27 anni, originario di Seregno,v(Monza-Brianza), titolare di un panificio a Mariano Comense, cognato di Fortunato Galati.

- Saverio Sorrentino, 53 anni, originario di Francica (Vibo Valentia), ritenuto “braccio destro” di Antonio Galati.

- Luigi Vellone, 54 anni, originario di Serra San Bruno (Vibo Valentia), residente a Gessate (Milano), imprenditore in diversi settori, protagonista di un investimento immobiliare in società

occulta con Antonio Galati.

Il giorno dopo l’arresto degli assassini di Ernesto Albanese, lo spacciatore di cocaina massacrato con trenta coltellate da uomini legati ai clan calabresi, il blitz dei Ros dei carabinieri conferma il forte radicamento delle organizzazioni mafiose in provincia di Como


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