«Muro criticato? Il progetto è corretto  Aspettiamo interventi per migliorarlo»
Il muro tra il ponte di Ganda e l’ex centrale Enel di Campovico (Foto by gianatti)

«Muro criticato? Il progetto è corretto

Aspettiamo interventi per migliorarlo»

Il caso a Morbegno. Il sindaco Ruggeri e l’assessore Santi replicano alle proteste per la struttura in cemento. «Abbiamo chiesto massima attenzione sull’opera, ma diminuirne le dimensioni non è possibile».

«Il progetto ha rispettato i requisiti tecnici e legislativi, il Comune ha chiesto il massimo della mitigazione sull’opera, poi l’ultima parola non spetta a noi. Posso comprendere il disappunto lamentato, però ci sono modi differenti dai cartelli posizionati sulla strada per confrontarsi con i committenti dell’opera, in questo caso l’ente montano. Ora attendiamo che gli interventi di mitigazione sul muro vengano attuati, perché temo sia impossibile a questo punto ridurne le dimensioni».

Così il sindaco di Morbegno, Andrea Ruggeri, risponde alla denuncia di Dante Bonett i, ex consigliere comunale, oggi residente a Campovico, che sul suo terreno ha sistemato una sorta di totem o “Punto di controllo” della piena bicentenaria con i commenti dei residenti riferiti “ai lavori qui di fronte”, che sintetizza le critiche verso le nuove arginature che rientrano nelle opere di regimazione idraulica del fiume Adda nel tratto di via Ponte di Ganda compreso tra l’omonimo ponte e l’innesto del sentiero Valtellina, vicino l’ex centrale Enel di Campovico. Un’opera coordinata dalla Comunità montana, i cui rappresentanti da noi interpellati non hanno voluto rilasciare dichiarazioni. Bonetti si è rivolto con una lettera al Comune che aveva dato l’ok all’intervento, cofinanziandolo per 80mila euro, coordinato dalla Cm sugli argini.

Bonetti non esita a parlare di «stravolgimento ambientale di un paesaggio ritenuto per le sue caratteristiche “zona ad alto pregio ambientale-architettonico”». Per questo chiede di intervenire per abbassare la struttura in cemento armato che corre lungo l’Adda.

«Il progetto è annoso, ed è stato contemplato da diverse amministrazioni in base alle indicazioni dei tecnici che si sono basati sui dati relativi alle piene e certo non è stato realizzato per creare danno ai residenti - spiega Ruggeri -. Quando è stato il nostro turno, abbiamo esaminato l’intervento intenzionati a non lasciare il “muro nudo”. La commissione paesaggio ha dato parere favorevole a una mitigazione con un muro bocciardato o in sasso, indicazione passata in conferenza di servizi dove il parere ultimo non è il nostro».

«L’indicazione non è stata recepita – precisa l’assessore comunale ai Lavori pubblici Massimo Santi –, ma sul muro sarà sistemato rampicante. La mitigazione a verde è meglio di niente. Se non sarà realmente sufficiente, non è detto che non si possa intervenire con un rivestimento futuro. Nel medesimo progetto sono state contemplate alcune misure di sicurezza viabilistica: l’allargamento della carreggiata stradale, l’agevolazione degli accesi alle proprietà private e la sistemazione di un marciapiede a raso però protetto».

Dalla minoranza comunale Franco Marchini rimarca come sull’impatto estetico «posso concordare con Bonetti, però l’intervento si basa su disposizioni di legge precise che i tecnici hanno concretizzato. Certo, un muro di cemento a vista è sbagliato. Gli enti avevano l’obbligo di monitorare i lavori che mi auguro vengano mitigati al più presto».


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