Muretti da salvare, tutti sono coinvolti
Da sinistra Antonio Bongiolatti, Cristina Scarpellini, Tiziano Maffezzini ed Evaristo Pini (Foto by foto gianatti)

Muretti da salvare, tutti sono coinvolti

Tre corsi gratuiti promossi da Comunità montana, Provinea e Pfp per valorizzare la tradizione. Per ora lezioni agli studenti del corso di operatore edile, ma presto anche ad agricoltori, disoccupati e hobbisti.

Un patrimonio, quello dei terrazzamenti valtellinesi, da mantenere, conservare e, perché no, da ampliare. Questo è il contesto in cui si inseriscono i tre corsi “Muretti a secco, una tradizione da tramandare”, presentati giovedì dai vertici della Comunità montana di Sondrio, della Fondazione Provinea e del Polo di formazione professionale Valtellina (Pfp) del capoluogo, tre partner di un progetto che coinvolge in prima battuta gli studenti del corso di operatore edile (ex-muratori) della scuola di via Carlo Besta, ma che si estende poi dal prossimo autunno a case vinicole, agricoltori, disoccupati, giovani e meno giovani, operatore del settore o hobbisti che amano coltivare la vigna.

A finanziare il progetto la Cm, che l’ha promosso e ha stanziato 14mila e 200 euro per tre corsi assolutamente gratuiti. Nei panni di “maestro”, di quella che Cristina Scarpellini, presidente di Provinea, ha definito «un’arte assolutamente da tramandare», ci sarà in vigna Antonio Bongiolatti, tecnico esperto, nonché ex docente del Pfp del corso di operatore edile, ora in pensione. È già iniziato il 2 aprile e si conclude il 28 maggio il primo corso con gli studenti impegnati a ricostruire un muro nella vigna di un privato, che si trova sul territorio di Chiuro, nella frazione di Castionetto: «Sono una decina di allievi del quarto anno - ha spiegato il direttore del Pfp Evaristo Pini -: ogni martedì per due mesi saranno in questo vigneto, per un totale di una cinquantina di ore di lavoro, coordinati da Bongiolatti». Pini ha altresì rimarcato quanto dal punto di vista non solo didattico, ma anche turistico e occupazionale, sia «fondamentale il recupero delle tradizioni e quello dei muretti a secco valtellinesi, in particolare è un plus da valorizzare, che rientra nella mission della nostra scuola».

Il secondo ed il terzo corso teorico-pratico della durata di 40 ore settimanali, aperti a tutti gli interessati, si terranno tra l’autunno e l’inverno 2019 (per informazioni www.cmsondrio.gov.it; info@cmsondrio.it, telefono 0342210331): «Sono rivolti a chi vuole operare sui muretti, dal piccolo artigiano a chi è disoccupato in cerca di lavoro, ma anche alle aziende vitivinicole per creare maestranze con qualifica al fine di mantenere o ricostruire i terrazzamenti» ha detto il presidente della Cm Tiziano Maffezzini.

Un patrimonio riconosciuto dall’Unesco nel novembre scorso, «una candidatura che è nazionale e transnazionale, mi preme ricordare, però – la sottolineatura di Scarpellini - la Valtellina è quella che in Italia ha l’area di muretti a secco con la superficie più ampia con 2500 chilometri terrazzati». In un’ottica futura è fondamentale, secondo la presidente di Provinea, «coinvolgere sempre di più le scuole perché partendo dalla cultura dei ragazzi il futuro possa essere più interessante per tutti e per l’intero territorio. Un punto su cui bisogna insistere, poiché non è per nulla scontato». Ecco perché è importante che i primi a cimentarsi con questa tradizione siano «degli studenti che hanno un’età compresa tra i 15 e i 18 anni. E un’iniziativa così centrata finora non c’era mai stata: da una parte gli studenti e tutti i potenziali interessati per i quali i corsi sono gratuiti e, dall’altra, mondo della scuola, istituzioni con la Cm che ringrazio e la Fondazione Provinea. Se si va avanti coesi, si è sulla strada giusta».


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