Muore di infarto   «In ritardo i soccorsi»
L’elisoccorso non è potuto intervenire perchè il turno finisce alle 20 e la chiamata è arrivata alle 20.40

Muore di infarto

«In ritardo i soccorsi»

Valdidentro. Sindaco e Comitato polemici per i tempi lunghi di trasporto a Sondrio e l’assenza dell’elicottero

Lacrime e polemiche per la prematura morte, giovedì sera, di Daniele Bradanini, artigiano 55enne di Pedenosso, nel territorio comunale di Valdidentro, stroncato da un infarto nella sua abitazione. Lacrime per la tragedia che ha scosso la comunità e le tante persone che conoscevano Bradanini; polemiche per presunti ritardi nei soccorsi che avrebbero provocato, secondo alcuni, il decesso del 55enne.

«Non mi piace intervenire in momenti come questo, dove il silenzio è la miglior forma di rispetto - le parole del sindaco di Valdidentro, Massimiliano Trabucchi, affidate alla sua pagina Facebook e rivolte ai suoi compaesani e a tutti gli abitanti dell’Alta Valtellina -. Ma allo stesso tempo non posso esimermi dal far sentire la mia voce, in rappresentanza di tutti voi, nei confronti di coloro che hanno la responsabilità di definire l’organizzazione sanitaria del nostro territorio».

«In mattinata ho sollecitato Regione Lombardia nel fare chiarezza su una situazione che ha colpito recentemente la nostra comunità e che non è accettabile - ha aggiunto Trabucchi -. Ringrazio a tal proposito i colleghi sindaci dei comuni vicini che sono al mio fianco per sollecitare la soluzione di questo problema che riguarda l’intero comprensorio. L’Alta Valle necessita di un’assistenza sanitaria decisamente più efficiente di quella attuale, perché non possiamo accettare di essere dimenticati solo perché più distanti dai grandi centri abitati. Pubblicamente continuerò a mantenermi sobrio e pacato perché come detto, lo reputo la miglior forma di rispetto. Nelle sedi opportune andrò invece avanti a far sentire la mia e la vostra voce finché non avremo ottenuto quello di cui abbiamo diritto».

Tra i primi a denunciare l’episodio, con parole a dir poco dure, Andrea Terzaghi, ex coordinatore del Movimento a difesa della sanità di montagna.

«La morte di Daniele Bradanini riguarda tutti quanti - scrive -. Daniele poteva essere chiunque di noi. Al suo posto potevo essere io. Un infarto, 100 minuti in ambulanza senza un medico, ospedale di Sondalo mai preso in considerazione. Le nostre più sentite condoglianze alla famiglia e a chiunque gli voleva bene. Contro chi va puntato il dito? Forse ci conviene chiederlo a chi di dovere».

A destare dubbi, infatti, diversi aspetti: dal momento dei soccorsi, con un’ambulanza senza medico a bordo, ci sarebbe voluta oltre un’ora, qualcuno dice addirittura un’ora e 40 minuti, per arrivare in ospedale a Sondrio. Troppo tempo, denunciano in tanti, e Bradanini non si è potuto salvare. Del caso ora si stanno occupando dall’Aat 118 di Sondrio, un’analisi accurata che permetterà di capire se e quali problemi ci sono stati.

«Intendiamo fare piena luce su quello che è accaduto - afferma il dottor Gianluca Marconi, direttore dell’Articolazione aziendale territoriale del 118 sondriese -. Stiamo analizzando ogni passaggio, ogni chiamata fatta, per poter dare risposte alla famiglia e alla comunità. Quello che mi sento di dire, al momento, è che il signore è stato soccorso tempestivamente con il mezzo a disposizione in quel momento sul territorio, e trattato dai sanitari farmacologicamente, non certo abbandonato a se stesso».

«Purtroppo - conclude - il nuovo elicottero che fa base a Sondrio, quello in grado di volare anche di notte, alle 20 finisce il servizio per questioni legate al personale a disposizione, e la chiamata è arrivata attorno alle 20.40. Tra le altre cose stiamo cercando di chiarire se sarebbe potuto intervenire uno di quelli a disposizione h24, gli elicotteri di Como e Brescia».


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