Movida a settembre   senza mascherine e distanze  Chiavenna, proteste dei residenti
Assembramento di giovani sabato sera dopo le 23 in via Dolzino

Movida a settembre

senza mascherine e distanze

Chiavenna, proteste dei residenti

Poco rispetto delle regole anti Covid: nessun distanziamento e mascherine ignorate

Una bella serata di settembre, con cielo terso e temperature miti. Tanto è bastato a riaccendere la movida nel centro storico di Chiavenna e a scatenare nuove proteste da parte dei residenti. Non tanto, o non solo, questa volta sul baccano, quanto sul pressoché totale mancato rispetto delle poche regole sul distanziamento sociale e sull’utilizzo dei dispositivi di protezione individuale per contrastare la diffusione del coronavirus.

Nel fine settimana che porta all’apertura generalizzata delle scuole, con una serie di regole rigide e non facilissime da rispettare tutte le mattine in aula e sui mezzi di trasporto, comportamenti che stridono non poco. Tante le foto circolate ieri che lasciano pochi spazi a dubbi. Il tentativo portato avanti dall’amministrazione comunale di limitare il fenomeno imponendo la chiusura dei locali alle due funziona. Dopo le due. Prima, invece, la situazione non è mutata. E naturalmente i gestori dei locali non hanno colpe, avvenendo gli assembramenti all’esterno e non sul suolo da loro occupato. E nella notte in viale Maloggia una ragazzina di 16 anni è stata soccorsa per intossicazione etilica. «Alle 23 in via Dolzino c’era troppa gente - spiega un residente - . Almeno un centinaio di ragazzi erano accalcati. Sono stato alla finestra un’ora. Ho guardato bene cercando le mascherine. Quelle obbligatorie dalle 18 alle 6 dove non è possibile garantire il distanziamento. Ne ho contate ben tre».

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