Motoslitte, è allarme a Madesimo: tracce evidenti in diverse zone vietate
La foto scattata in quota dal noto scialpinista Davide Terraneo

Motoslitte, è allarme a Madesimo: tracce evidenti in diverse zone vietate

Il passaggio dei mezzi in zone off limits riapre il dibattito sull’uso dei cingolati sulla neve. Terraneo: «La loro presenza è un pericolo per chi scia».

Poco più di un mese fa una terribile tragedia, con un ragazzino morto dopo un volo da un dirupo tra l’alta Vallespluga e la Val Mesolcina, aveva riportato sotto i riflettori l’uso indiscriminato delle motoslitte . La scomparsa di Federick Scaramella non sembra, però, essere stata abbastanza da monito. Anzi, le scorribande in tutta l’alta valle sono proseguite come se niente fosse. L’ultima testimonianza arriva dal noto sci-alpinista Davide Terraneo, amante della Vallespluga e sempre attento a monitorare tutto quanto non va per il verso giusto sul territorio. Terraneo ieri mattina è riuscito a scattare dalla funivia di Groppera-Val di Lei una foto che testimonia il passaggio di motoslitte nella zona della Cavallina. Zona Groppera, praticamente di fronte al famoso Canalone e ovviamente al di fuori di qualsiasi percorso consentito.

«Salire su una montagna dove c’è una funivia con sotto gente che scia è un gesto di grande ignoranza – commenta Terraneo – anche se in questo periodo la zona non è pericolosa. La neve è molto lavorata e non ci sono rischi di slavine se non di colate di neve nel tardo pomeriggio e proprio in presenza di mezzi pesanti come le motoslitte».

Il vallone in sé sarà poco pericoloso, ma di incidenti nelle aree limitrofe ce ne sono stati in passato. Slavine, soprattutto, ma anche qualche caso di sci-alpinista rimasto bloccato. Non è un episodio isolato, ovviamente, quello documentato nei giorni scorsi. Solo una settimana fa alcuni sci-alpinisti avevano visto diverse motoslitte, si parla di un gruppo di 5-6 mezzi, aggirarsi nella zona del bivacco del Suretta, sopra Montespluga.

Zona vietata anche in questo caso, visto che si trova al di fuori dei percorsi consentiti e non ci sono baite a 2800 metri di quota da raggiungere. E una settimana fa le condizioni erano certamente meno sicure di quelle di adesso. Che il problema delle motoslitte in alta Valchiavenna non sia più una “fissa” di ciaspolatori e sci-alpinisti particolarmente sensibili all’ambiente e alla ricerca di tranquillità è ormai evidente. I sindaci di Madesimo e Campodolcino subito dopo i fatti di febbraio avevano promesso di affrontare il problema. Per arrivare ad un giro di vite. Come non si sa, visto che le regole ci sono già e sono chiarissime. I problemi sono i controlli, difficilissimi su versanti lunghi decine di chilometri e, di fatto, impossibili da monitorare completamente con continuità.


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