Motocross a Postalesio  Danneggiati i sentieri  protesta dei volontari
I segni lasciati dalle moto Postalesio

Motocross a Postalesio

Danneggiati i sentieri

protesta dei volontari

La riserva vietata ma pochi rispettano la regola

Il fenomeno non interessa, certamente, solo il territorio di Postalesio, anzi. Tuttavia è da qui che è arrivato, ieri, il grido d’allarme. A lanciarlo il gruppo di cittadini volontari che, da alcuni anni a questa parte, sono attivi nel recupero e nella pulizia della lunga rete di sentieri che percorrono il versante retico fin su, e oltre, le stupende Piramidi di Postalesio.

Una riserva naturale, patrimonio di questo ridente paese e di tutta la comunità valtellinese, tuttavia, al pari di altri luoghi, costretto a subire la roboante presenza delle moto. Ebbene, sì. Questo è il punto. Il connubio difficile, per non dire, impossibile, fra fruizione a piedi dei sentieri e fruizione con mezzi a motore.

«Il problema del connubio, a dire il vero, neppure si pone - dicono i volontari addetti alla pulizia dei sentieri -, perché c’è una legge, regionale, del 5 dicembre 2008, che vieta a chiare lettere il transito su sentieri, boschi e alpeggi comunali con qualsiasi veicolo a motore. Eppure, i sentieri vengono regolarmente percorsi con le moto, che scavano solchi e muovono sassi, andando a rovinare tutto il lavoro svolto faticosamente dai volontari. E creando pericolo sul tracciato, in caso di incrocio con i camminatori. E’ già successo. E non sempre parliamo di giovanissimi...».

Per chiarire il concetto, i volontari, pochi giorni fa, hanno deciso di appendere una quindicina di cartelli all’altezza delle frecce segnaletiche, per ricordare ai frequentatori il divieto di farlo in moto.

«Risultato - dicono -? Tutti i cartelli strappati e gettati nel bosco. Se non basta il buon senso, se non bastano gli avvisi, cosa si può fare? Polizia locale, Forestali, Carabinieri, dove siete?».

La Polizia locale di Postalesio, nella persona del comandante Romano Ross i,I benefici superano i pericoli. che, pure, a scanso di equivoci, si autodichiara motociclista, assicura di poter fare poco.

«Che il problema ci sia è vero - assicura -, così come c’è la legge che vieta il transito coi veicoli a motore sui sentieri e nei boschi. Poi, come farlo rispettare, è un altro paio di maniche. Io, qui, sono solo, e il mio impegno lavorativo termina il venerdì, mentre, questi fatti si verificano, di solito, il sabato e la domenica».

«C’è chi sale nelle baite in moto - aggiunge -, per lo più passando dalla pista agro-silvo-pastorale per l’Alpe Colina, e lì, ci può anche stare, nei dovuti modi. Passare sui sentieri è diverso, perché, soprattutto le moto da cross, li rovinano, un po’ meno quelle da trial. Anni addietro, addirittura, erano gli stessi motociclisti diretti alle loro baite in quota a tenere puliti, i sentieri, in contropartita al passaggio».


© RIPRODUZIONE RISERVATA