Morto nell’incidente  L’addio di Lanzada
Mario Masa aveva 72 anni. Pensionato Enel, lascia la moglie, tre figli e due nipoti

Morto nell’incidente

L’addio di Lanzada

La tragedia Oggi alle 16 i funerali di Mario Masa, il pensionato di 72 anni uscito di strada con il suo Apecar

Verrà dato oggi alle 16 nella chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista l’ultimo saluto a Mario Masa, 72 anni, di Lanzada, rimasto vittima, giovedì pomeriggio di un tragico incidente con il suo Apecar.

La comunità si stringerà attorno ai famigliari, la moglie Clelia, collaboratrice assidua della parrocchia, i figli Mariacarla, Cristian e Lorenzo, padre di Olivia, una delle due maate nipotine dello sfortunato nonno. Che tutti, giovedì alle 16.45, a incidente appena avvenuto, hanno cercato di soccorrere come hanno potuto.

La dinamica

L’Apecar verde di Mario Masa, con lui alla guida, è andato a cozzare contro l’edificio che ospita la falegnameria Bergomi. Dritto dritto come se il veicolo non fosse stato governato, per cui si può ipotizzare che all’origine di questa uscita di strada ci sia stato un malore improvviso del pensionato, per anni custode delle dighe Enel di Campo Moro e Alpe Gera.

La cabina del mezzo si è piegata su se stessa e l’Ape si è semi -capovolto. I compaesani, appena si sono resi contro della tragedia, oltre ad allertare i soccorsi, hanno fatto il possibile per rimettere in piedi il mezzo e fare in modo che l’uomo potesse essere estratto anche se, subito, hanno avuto la sensazione che si potesse fare purtroppo ben poco.

Sul luogo dell’incidente sono giunti anche la moglie della vittima, Clelia, il figlio Lorenzo, carabiniere, e il fratello Antonio, che hanno aiutato i compaesani a mettere dritto l’Ape, ma, pochi attimi dopo sono stati i Vigili del fuoco volontari della Valmalenco e i permanenti di Sondrio, a prendere in mano la situazione. Sul posto anche gli agenti della polizia locale e i carabinieri di Chiesa, oltre al personale del soccorso sanitario di Areu e del Consorzio soccorso Valtellina.

Purtroppo la pronta mobilitazione non è bastata a restituire la vita al pensionato. La sua salma, estratta dall’Ape, è stata ricoperta con un telo in attesa del nulla osta al trasferimento in obitorio a Sondrio, che ha richiesto un tempo, burocratico ai più sembrato interminabile. E che la presenza di don Mariano Margnelli, sacerdote a Lanzada fino a ieri, perché il 27 prossimo eserciterà il suo ministero a Ponte in Valtellina e a Sazzo, ha reso meno difficile da affrontare.

Il sacerdote

«Ho visto l’elicottero arrivare, un andirivieni di mezzi e trovandomi poco distante dal luogo dell’incidente mi sono diretto lì - dice don Mariano - dove ho trovato Clelia col figlio Lorenzo al cospetto del loro congiunto. Insieme ci siamo inginocchiati ed abbiamo pregato, benedicendo la salma. Conosco bene Clelia perché supporta tanto la parrocchia e anche il marito che anche se di poche parole, non ha mai mancato alla funzione domenicale. Una persona tranquilla, molto a modo. Quando penso a lui lo vedo sul terrazzo di casa, al secondo piano di via Vetto, appoggiato alla ringhiera, a fumare la sigaretta e a salutarmi, sempre, regolarmente, col sorriso stampato in fronte ogni volta che passavo lì sotto in bicicletta».

Non sarà don Mariano, oggi, a celebrare i funerali, perché partito ieri per un corso già programmato a Como, anche in vista del suo nuovo incarico a Ponte, ma il parroco della Valmalenco, don Renato Corona.


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