Martedì 01 Luglio 2014

Morto ad Albaredo

«Non capiamo

cosa sia accaduto»

Le ricerche di Gabriele Mazzoni scattate in seguito all’allarme dato dalla madre sono iniziate nella tarda serata di sabato Sul posto sono intervenuti il 118 con elisoccorso e ambulanza e in tarda serata anche i vigili del fuoco di Sondrio. A dirigere le operazioni di recupero sono stati gli uomini del soccorso Alpino
(Foto by sandonini)

È stato recuperato nelle prime ore di sabato mattina il corpo senza vita di Gabriele Mazzoni, l’uomo di 44 anni abitante a Villapinta e originario di Albaredo morto sabato sera in seguito a una paurosa caduta lungo un canale roccioso nella zona del Dosso Chierico.

L’allarme ai soccorsi per la ricerca dell’uomo era scattato sabato sera dopo che la madre, residente ad Albaredo, non lo aveva visto rientrare come sempre avveniva dopo il pomeriggio trascorso alla baita di proprietà della famiglia in località Dosso Chierico a una quota di circa mille metri, sopra l’abitato di Albaredo.

A dirigere le operazioni di recupero sono stati gli uomini del soccorso Alpino, 20 in totale impegnati dalle 21 di sabato alle 4 di ieri, che hanno giocato un ruolo fondamentale nelle operazioni di recupero a contrappeso del corpo dal canale. Sul posto anche il gruppo di volontari della protezione civile di Albaredo chiamato a supportare l’intervento. Solo intorno alle 3 di ieri mattina è stato possibile per gli uomini del soccorso alpino concludere le operazioni di recupero della salma riportandola alla sommità del canale con l’ausilio delle corde.

Impossibile, per l’elicottero, procedere al recupero dall’alto calando i soccorritori data la particolare pericolosità della zona e la conformazione della montagna in quel punto.

«Non stava lavorando nel bosco per la legna e non era un cercatore di funghi – dicono dalla famiglia – conosceva bene quei luoghi ed è da escludere che si sia avventurato in quella zona che sapeva bene essere estremamente pericolosa. Sappiamo - aggiungono - che si era già cambiato, aveva cominciato a chiudere la baita e l’Ape era carico di tutte le cose che doveva riportare indietro ad Albaredo dove la mamma attendeva la sua solita chiamata che la avvisava del rientro a breve. Non riusciamo a spiegarci cosa sia potuto accadere».

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