Morì incinta di due gemelle, la Mangiagalli citata a giudizio
Claudia Bordoni era originaria di Grosio

Morì incinta di due gemelle, la Mangiagalli citata a giudizio

Con la citazione del responsabile civile al quale chiedere i danni, si è aperto a Milano il processo per omicidio colposo a carico di una ginecologa e una ostetrica della struttura ospedaliera di via della Commenda.

L’Ospedale Maggiore Policlinico di Milano, l’Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico del quale fa parte anche la clinica Mangiagalli, è stato citato come responsabile civile dai legali di Claudia Bordoni, la manager di 36 anni morta alla 26esima settimana di gravidanza con le due gemelle che portava in grembo alla clinica ostetrico-ginecologica il 28 aprile del’anno scorso.

Con la citazione del responsabile civile al quale chiedere i danni, si è aperto a Milano il processo per omicidio colposo a carico di una ginecologa e una ostetrica della struttura ospedaliera di via della Commenda. Processo che i giudici della quinta sezione penale del Tribunale hanno aggiornato al prossimo 5 novembre.

Per la vicenda il pm Maura Ripamonti aveva chiesto di archiviare la posizione delle due imputate e di una terza ostetrica. Istanza alla quale si sono opposti i legali dei familiari della donna, originaria della Valtellina, che hanno ottenuto così, su ordine del gip, l’imputazione coatta con la conseguente richiesta di rinvio a giudizio del medico e delle due operatrici.

Lo scorso aprile infine, dopo che il pm ha insistito per il loro proscioglimento, sono state mandate a processo una ginecologa e un’ostetrica mentre unna seconda ostetrica è stata scagionata.

I legali del marito e dei genitori di Claudia Bordoni, gli avvocati, Antonio Bana, Francisca Buccellati e Antonio Sala Della Cuna, hanno sempre parlato di «fatti gravissimi» e in una memoria hanno sottolineato che non sarebbero stati «posti in essere i doverosi provvedimenti diagnostici e terapeutici richiesti» per tutelare la «vita della madre» e delle bambine che avrebbe dovuto dare alla luce in una «situazione ad altissimo rischio».


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