Morelli, trasferimenti congelati  Sei mesi per trovare un accordo

Morelli, trasferimenti congelati

Sei mesi per trovare un accordo

Le tre alte specialità restano in Alta Valle, ma senza intesa trasloco a Sondrio

Il resto del piano sanitario, che la Regione giudica « giusto ed equilibrato», andrà invece avanti

Il piano della sanità della provincia di Sondrio, «che Regione Lombardia ritiene giusto ed equilibrato», proseguirà il suo percorso, ma resta “congelato” il punto più delicato e controverso. Il Pirellone ha infatti sospeso per sei mesi il trasferimento definitivo all’ospedale di Sondrio delle tre alte specialità (neurochirurgia, chirurgia toracica e chirurgia vascolare) con il ripristino funzionale delle stesse al periodo pre Covid, compreso il Centro trauma di zona con neurochirurgia all’ospedale Morelli di Sondalo.

«La decisione sarà ufficializzata a breve, compatibilmente con l’evoluzione del quadro pandemico in atto» spiegano dal Pirellone. La Regione ha raccolto l’invito dei sindaci dell’Alta Valle al fine di aprire un tavolo di confronto istituzionale. «Ci sono così sei mesi di tempo per cercare di raggiungere una soluzione condivisa, che abbia come unico scopo quello di un ospedale efficiente in relazione ai servizi».

Proprio un anno fa, l’11 ottobre, la Regione aveva presentato a tutti i sindaci della provincia di Sondrio un piano di riorganizzazione sulla sanità, lasciando integrazioni o modifiche agli amministratori locali. I comprensori di Chiavenna, Morbegno e Sondrio, con il coordinamento della Provincia, hanno avanzato una serie di osservazioni tecniche al piano, quasi integralmente accolte. Invece il comprensorio dell’Alta Valtellina, non accettando l’idea di spostare le tre alte specialità dal presidio di Sondalo a quello di Sondrio, ha formulato un proprio piano alternativo. Durante la fase più acuta dell’emergenza sanitaria, il Morelli è diventato “ospedale Covid”, mentre le attività d’urgenza sono state trasferite a Sondrio. Terminata l’emergenza, le attività sono state riportate progressivamente al Morelli, ma non le tre alte specialità, rimaste all’ospedale di Sondrio, scelta aspramente contestata dall’Alta Valle. La svolta è arrivata dopo l’incontro del 21 settembre fra i sindaci del dell’Alta Valle, del presidente, Filippo Compagnoni, e del vicepresidente, Remo Galli, della Comunità montana Alta Valtellina, del presidente della provincia di Sondrio, Elio Moretti, e degli assessori regionali al Welfare, Giulio Gallera, e alla Montagna, Massimo Sertori.

Ricerca della “vocazione”

Ora la Regione, oltre a sospendere il trasferimento definitivo delle specialità da Sondalo a Sondrio, ha avviato un tavolo di confronto per individuare pienamente la vocazione del Morelli e le attività sanitarie da svolgere nel presidio di Sondalo, comprese le valutazioni di eventuali proposte provenienti dai rappresentanti istituzionali del territorio.

Le altre strutture

Le restanti azioni relative ai presìdi di Chiavenna, Morbegno e Sondrio contenute nel piano regionale continueranno invece il loro percorso fino alla realizzazione. Compreso il completamento dello studio sul presidio di Sondrio, che prevede una globale e organica ristrutturazione dell’attuale struttura esistente. Terminati i sei mesi, qualora non si fosse trovata una intesa, il piano regionale andrà avanti integralmente.


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