Morelli, operazione  difficile e rara  «Siamo orgogliosi»
L’ospedale Morelli mercoledì è stato al centro di un intervento chirurgico di alto profilo

Morelli, operazione

difficile e rara

«Siamo orgogliosi»

Sondalo In Chirurgia è stato asportato un tumore a un paziente che era stato rifiutato in altri ospedali

L’obiettivo era quello di organizzare in prima persona un servizio e riportarlo a essere attrattivo nei confronti dei pazienti provenienti da fuori provincia.

E Paolo Scanagatta, 46 anni, di Mandello del Lario, gli ultimi 11 trascorsi all’Istituto dei tumori di Milano in Chirurgia toracica, e da giovedì scorso primario dello stesso storico reparto del Morelli, la missione l’ha intrapresa da subito, perché di mercoledì è un intervento destinato a rimanere negli annali.

Si è trattato di rimuovere un tumore in stadio avanzato in un paziente che, altrove, era stato “chirurgicamente rifiutato” che, invece, al Morelli, grazie a Scanagatta, è stato accolto e gli è stata data una possibilità.

L’intervento si è svolto mercoledì, è durato otto ore, ha visto alternarsi, in sala operatoria, al fianco di Scanagatta, quattro medici operatori, oltre al resto dell’equipe, e ha avuto successo, fermo restando che il paziente resta sotto stretta osservazione in Terapia intensiva, perché il decorso post operatorio è comunque delicato.

Il gesto operatorio in sé è, tuttavia di comprovata importanza, e ne ha voluto dare conto, via Facebook, il chirurgo toracico Francesco Inzirillo, noto per essere un ottimo divulgatore social del Covid, ma che ha nella chirurgia toracica la sua branca d’attività.

«Quella di oggi è una giornata storica per la Chirurgia toracica di Sondalo - ha scritto Inzirillo -, e si può dire inizi una nuova era, perché è stato eseguito un intervento mai fatto al Morelli e che si affronta pochissime volte, anche in centri specializzati».

È stato asportato un lobo polmonare e un’altra porzione più piccola dell’apparato oltre a una porzione di trachea, proprio nella zona in cui si biforca, per raggiungere, poi, i polmoni. Ma, come precisato da Inzirillo, «non è tanto l’asportazione in sé, di queste parti - precisa - la cosa impegnativa, ma la ricostruzione della trachea, nella parte in cui si biforca».

Un impegno rispetto al quale Paolo Scanagatta, in prima persona non si è sottratto, coinvolgendo nell’impresa, tutta la sua équipe.

E, per quanto il primario preferisca restare cauto almeno per qualche giorno ed osservare le reazioni del paziente, la notizia ha fatto il giro dei social ed è giunta ai sindaci dell’Alta Valle che ieri hanno voluto complimentarsi con il medico e manifestare soddisfazione ed orgoglio per il ritrovato ruolo guida del Morelli.

Sindaci orgogliosi

«Quanto accaduto mercoledì - ha detto il primo cittadino Ilaria Peraldini, a nome dei sei sindaci dell’Alta Valle - è l’esempio di come si possa tornare a fare grandi cose al Morelli, esattamente nel solco di quanto fatto dal dottor Rizzi, anni addietro. Eravamo sicuri delle potenzialità del Morelli e siamo orgogliosi di quanto realizzato dal dottor Scanagatta e della ripresa di attività in Chirurgia toracica. Una nota positiva, che fa grande il nostro ospedale, anche se, noi sindaci, sotto traccia, siamo costantemente al lavoro per far sì che l’ospedale rinasca completamente. E sotto la lente, ora, c’è il problema della Cardiologia, del reparto infettivi al 6° padiglione, e dell’introduzione del Dea di II livello».


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