«Morelli, la tregua   è una presa in giro»  Il Comitato non arretra
Secondo il Comitato non c’è nessun spiraglio di salvezza nel rinvio di sei mesi della Regione

«Morelli, la tregua

è una presa in giro»

Il Comitato non arretra

Trabucchi: «Rinvio inutile studiato con Sertori. La volontà è sempre di spostare le specialità a Sondrio. Anche se rimandano di sei mesi fingendo un’apertura»

Se l’armistizio fra Regione Lombardia e sindaci per il futuro dell’ospedale Morelli durerà sei mesi, periodo nel quale le alte specialità torneranno dall’ospedale di Sondrio a quello sondalino, la pace armata o tregua è già finita per il Comitato a difesa della sanità di Montagna - Io sto con il Morelli, che affianca l’azione dei sei sindaci dell’Alta Valle (Sondalo, Bormio, Valdidentro, Valdisotto, Valfurva, Bormio e Livigno).

«Con i sindaci dell’Alta Valle»

L’avvocato Ezio Trabucchi, componente del Comitato da qualche mese, colui che ha creato il pool giuridico guidato dall’ex procuratore Gianfranco Avella, non usa tanti giri di parole per esprimere la propria posizione dopo la presa di posizione del Pirellone. «Per l’ospedale Morelli è una continua tirata in giro di Sertori e di Regione Lombardia - afferma l’ex sindaco di Valdidentro -. Esattamente 4 mesi fa, l’11 giugno, l’assessore regionale Giulio Gallera, presente anche Sertori, aveva promesso ai sindaci dell’Alta Valle l’immediato ripristino al “Morelli” della situazione pre emergenza Covid-19. Dissi subito, sperando di essere smentito, che non c’era da fidarsi. Infatti il ripristino, ad oggi, non vi è stato. Sertori intanto prometteva che tutto sarebbe tornato alla normalità, mentre il sottoscritto e Giuliano Pradella (unitamente ad altri) continuavano a evidenziare il pervicace disegno della Regione di smantellare il Morelli».

Trabucchi rinfaccia a Sertori la mancata effettuazione degli stati generali della sanità. «Sapevamo, e lo dicemmo, che si trattava di un’altra “balla” per tentare di spostare l’attenzione e prendere tempo. Così è stato», Ora l’annuncio della Regione che per sei mesi sarà sospeso il trasferimento, da Sondalo a Sondrio, della neurochirurgia, della chirurgia toracica e vascolare, compreso il Centro trauma di zona, ma Trabucchi diffida. «In realtà, lo sanno tutti, sono reparti e specialità da tempo già a Sondrio dice -. La Regione ha poi avvertito con tono perentorio che, in questi sei mesi, o si trova un’intesa o altrimenti si andrà avanti con l’attuazione del Piano della sanità previsto per la provincia di Sondrio, quello che la stessa Regione giudica “giusto ed equilibrato”».

«Lo riducono a ospedalino»

E continua: «Questo Piano, si faccia attenzione, è quello che tutta l’Alta Valle ha contestato duramente, con migliaia di cittadini preoccupati e mobilitati, senza registrare la minima intenzione della Regione di modificare il proprio orientamento. È il Piano che depotenzia definitivamente il Morelli, che diventerà, anzi in grande parte lo è già, un ospedalino di base senza le alte specialità, senza pertanto l’Unita spinale unipolare, senza il Dipartimento di emergenza-ergenza di secondo livello. È il Piano che avrà ripercussioni negative su tutta la nostra sanità di montagna - insiste Trabucchi -. I posti letto contingentati (che hanno un’entrata economica rilevante) fanno gola a Milano. Ora la Regione, nel tentativo di stemperare un poco la protesta, si avvicina la tappa del Giro d’Italia e il movimento “Gente di Montagna”, coordinato dal giovane Andrea Terzaghi, sta organizzando una civile mobilitazione popolare, s’inventa anche “questa cosa dei sei mesi. L’ennesima tirata in giro, con Sertori ancora protagonista - ribadisce -. Quel Sertori che il direttivo della Comunità montana Alta Valtellina, svegliatosi da un letargo che durava da tanto tempo, ringrazia per “il dialogo e l’impegno profuso».


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