Morbgno, il Romegialli boccia l’accorpamento
Gli studenti del professionale Romegialli non ci stanno a “sciogliersi” nel tecnico Saraceno

Morbgno, il Romegialli boccia l’accorpamento

Ieri gli studenti hanno chiesto alla dirigenza spiegazioni sull’operazione con il Saraceno. La scuola nei mesi scorsi ha tentato di ottenere l’attenzione dalle istituzioni per esprimere i propri dubbi.

Riunioni con gli interlocutori amministrativi, lettere indirizzate al sindaco di Morbegno, ieri anche un confronto tra rappresentanti di classe e di istituto e dirigenza. Mancano pochi giorni all’ultima ratifica da parte dell’Ufficio scolastico regionale sull’accorpamento a Morbegno tra Romegialli e Saraceno, un “ultimo timbro”, e dall’Ipsia, il professionale cittadino, si chiede di «Fermare tutto». Lo chiede la dirigenza, la scuola, lo chiedono il collegio dei docenti, il consiglio di istituto.

Alla fine anche i ragazzi, che ieri hanno richiesto e avuto un incontro con la dirigenza. «Mi hanno chiesto delucidazioni - ha precisato la preside, Maria Paola Salomoni - i punti su cui i nostri ragazzi, desiderano risposte, e non penso solo da me, sono svariati, si domandano - aggiunge - per quale ragione si sia voluto accorpare e togliere l’autonomia proprio alla nostra scuola, in una provincia che ha numerosi altri istituti sottodimensionati. E che mantengono le proprie prerogative. Emerge anche senso di appartenenza, si vuole sapere perché sia il Romegialli “a venire accorpato” al Saraceno, e non il contrario».

Il tema è noto, alcuni mesi fa era stata messa sul tavolo negli uffici regionali preposti una razionalizzazione delle scuole superiori, che non raggiungono, o raggiungono a stento la soglia minima di iscritti. Il professionale Gian Pietro Romegialli veniva così accorpato all’Itcg Pasquale Saraceno, istituto tecnico. Già all’ora, la dirigenza e il corpo docenti avevano preso posizione contro questa nuova organizzazione dei poli formativi. Ora emerge questa espressione più manifesta, di dissenso. «In realtà - ha chiarito la dirigente ieri, dopo l’incontro con i rappresentanti degli studenti - noi abbiamo dissentito continuamente in questi mesi, non vogliamo che l’iter di accorpamento della nostra scuola al Saraceno vada a compimento. Abbiamo continuato a cercare di porre la questione nelle sedi istituzionali: abbiamo cercato un incontro con la Comunità montana, tenuto un consiglio di istituto sul tema, in cui tutte le componenti della scuola hanno preso posizione all’unanimità. E scritto una lettera al sindaco di Morbegno. Nessuno di noi - prosegue Salomoni - capisce il perché di questa operazione, non ne vediamo la necessità e l’opportunità, non ci sembra sia foriera di condizioni migliorative». Ieri l’incontro studenti-preside. «I rappresentanti di classe intervenuti - è stato ancora precisato - sembrano intenzionati a muoversi chiedendo il mantenimento dell’autonomia. Una organizzazione che crediamo tutti qui in via Cortivacci, e nelle famiglie, tra i lavoratori, ci debba essere garantita». Ferma anche la posizione del Consiglio di istituto. «Non portiamo l’ultimo professionale della provincia a morire - ha precisato il presidente del Consiglio di istituto Roberto Carlucci Togna - la nostra specificità è un “tesoro”».


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