Morbegno piange Isabel Baechi  Il sindaco: «Una dolce benefattrice»
Balz ed Isabel Baechi insigniti della cittadinanza, in una foto del 2012 a Palazzo Malacrida a Morbegno

Morbegno piange Isabel Baechi

Il sindaco: «Una dolce benefattrice»

È morta a 93 anni la “signora” di palazzo Malacrida e della chiesa di San Giovanni. «Con il marito Balz ha contribuito al recupero artistico e culturale dei nostri monumenti».

Morbegno saluta la sua « dolce benefattrice». È racchiuso tutto in queste poche parole l’animo e l’identità di Isabel Pardo de Leygonier, benefattrice e cittadina onoraria di Morbegno insieme al marito Balthasar Robert Baechi. La “signora” di palazzo Malacrida e San Giovanni (i due monumenti cittadini dove i coniugi hanno investito in bellezza), un passato nel campo della moda e negli ambienti diplomatici, se n’è andata nella sua casa di Zurigo a 93 anni. Una scomparsa che ha toccato la cittadina del Bitto subito informata del destino della sua concittadina. «Dolce benefattrice» è l’espressione utilizzata dalla comunità parrocchiale di Morbegno che nei manifesti funebri ieri ha voluto partecipare «commossa»al lutto della famiglia Baechi.

Anche il Comune di Morbegno ha partecipato nello stesso modo al cordoglio verso i coniugi che tanto hanno fatto per la città. «Insieme alle fondazioni morbegnesi ci stringiamo a Balz (pittore, grafico e designer, illustratore in Europa e a New York, ndr) per la perdita dell’amata moglie – dice il sindaco Andrea Ruggeri – di Isabel ricordiamo la sensibilità insieme alla sua delicata presenza che con il marito ha contribuito al recupero artistico e culturale dei monumenti settecenteschi morbegnesi, dando nuova vita a palazzo Malacrida e alla collegiata di San Giovanni».

Li ricorda con molto affetto Alberto Gavazzi che, prima nelle vesti di assessore comunale poi di architetto, è sempre stato al fianco della coppia svizzera durante i sopralluoghi e il recupero dei monumenti cittadini dei quali si sono innamorati. «E sui quali hanno sempre deciso insieme, uniti com’erano», sin dal loro primo incontro a Parigi (Isabel era figlia del console venezuelano) e di Parigi si sono portati appresso fino all’ultimo il ricordo, come quel vezzo di parlare fra loro sempre in francese.

Morbegno ha conferito ai coniugi la cittadinanza onoraria nel 2012 «per le iniziative volte a costruire l’incontro e il dialogo tra culture diverse, l’amore mostrato per la città di Morbegno e l’apprezzamento per il patrimonio artistico che ha portato i due coniugi, attraverso la fondazione a loro intitolata, a dare inizio nel 2009 a una considerevole campagna di restauro degli affreschi, delle pareti interne e delle facciate di palazzo Malacrida, esaltandone la bellezza e il valore», grazie alle risorse della loro fondazione costituite dal patrimonio personale dei due coniugi mecenati. Nel 2007 i Baechi sono stati presentati dal dottor Francesco Guicciardi, della Fondazione Credito Valtellinese, all’amministrazione comunale per le opere di recupero del Malacrida. Da allora il legame con Morbegno è rimasto indissolubile.


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