Morbegno, l’officina dell’Enaip  sarà intitolata a Sebastian
Sebastian Fortini

Morbegno, l’officina dell’Enaip

sarà intitolata a Sebastian

Via libera della Prefettura all’intitolazione dello spazio alla memoria di Sebastian Fortini, promessa del motocross morto in un incidente lo scorso dicembre

Ora è ufficiale: l’officina meccanica e la formazione sulle motociclette di Enaip saranno dedicate alla memoria di Sebastian Fortini, di Paniga, la promessa del motocross nazionale scomparso tragicamente lo scorso dicembre.

A confermarlo è l’autorizzazione arrivata dalla Prefettura, «che dà il via libera all’intitolazione del laboratorio di meccanica-riparatore auto di Enaip a Sebastian Fortini- spiega il direttore del centro di formazione Enaip di Morbegno, Giovanni Colombo -. Dopo la delibera del nostro consiglio di istituto e la delibera della giunta comunale di Morbegno, visto il parere della Società storica lombarda di Milano, la Prefettura ha autorizzato questa intitolazione alla memoria del nostro studente scomparso. Prossimamente quindi organizzeremo manifestazione ufficiale con le autorità». Questa intenzione che si tradurrà nell’imminente intitolazione, lo scorso maggio ha cominciato a riempirsi di contenuti. Ci ha pensato l’associazione “Seba85 dream circuit” nata dalla volontà dei genitori di Sebastian, cioè Giovanna Grassini e Massimiliano Fortini, che si è presa l’incarico di attrezzare la nuova officina per moto con cavalletti, alza moto, attrezzatura varia «per rendere possibile un sogno, quello di Seba», le parole di papà Massimiliano. Sull’officina sarà sistemata « una targa che ricordi in questa officina dove Seba - rimarca il direttore Colombo - ha passato almeno 1.200 ore di lezione, smontando e rimontando motori, frizioni, cambi, cambiato pneumatici, rifatto assali, modificato assetti e cosi via». Non solo. Il consiglio di istituto dell’ Enaip ha deliberato anche di ampliare lo spazio dedicato all’officina meccanica e dedicarlo alla formazione delle motociclette.

Un laboratorio per moto «da utilizzare non solo per le attività di laboratorio scolastico, ma da poter sfruttare anche per le attività che si potranno organizzare per i ragazzi valtellinesi al di fuori dei percorsi curricolari scolastici».


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