Morbegno, il ministero premia la primaria Damiani: avrà il suo Atelier
Marco Vaninetti, preside

Morbegno, il ministero premia la primaria Damiani: avrà il suo Atelier

Scuola e nuovi metodi didattici, alla Damiani arrivano 20mila euro dal Miur, il ministero dell’Istruzione e nasce l’Atelier dei linguaggi. Si è parlato ieri a Morbegno del risultato conseguito dall’Istituto comprensivo con la scuola primaria di via Prati Grassi.

«Stiamo avvisando le famiglie - ha reso noto ieri il preside Marco Vaninetti -, che il progetto “Atelier”, da noi redatto aderendo al bando nazionale promosso dal Miur nell’ambito del Piano per la scuola digitale è stato valutato positivamente. Nel concorso la nostra candidatura è risultata al 107° posto tra le prescelte su circa 5mila scuole che concorrevano e risultiamo primi tra gli istituti della provincia di Sondrio». Il bando e il finanziamento riguardavano la realizzazione di ambienti di apprendimento innovativi.

«Possiamo espandere anche nella primaria un’idea di didattica nuova e più moderna, che già stavamo approfondendo, dopo l’introduzione e la realizzazione di un Atelier creativo già alla secondaria. Grazie al finanziamento - ha spiegato Vaninetti - procederemo alla riqualificazione di un grande spazio di più di 70 metri quadri all’interno della primaria Damiani. L’Atelier dei linguaggi che nascerà - ha aggiunto - non sarà semplicemente l’acquisizione di nuovi arredi e particolari attrezzature, ma anche progettazione di percorsi che prevedano approcci metodologici innovativi».

La nuova aula-laboratorio rientra nella ricerca sui nuovi “luoghi della didattica”, che permettano a docenti e allievi di usufruire della tecnologia come supporto allo studio. Sarà proposto un percorso formativo inerente al “Coding”, linguaggio di programmazione e al pensiero computazionale. L’istituto svilupperà approfondimenti su questi argomenti anche introducendo in modo graduale piattaforme software quali “Scratch” e partecipando a iniziative quali Codeweek.

«Ci si muove - ha proseguito Vaninetti - in un’ottica di modernizzazione sia pedagogica sia architettonica. Andremo a integrare didattiche innovative e uso delle nuove tecnologie come previsto dai criteri di educazione ambientale che ci caratterizzano, ampliando l’utilizzo del digitale. L’obiettivo - ha concluso - non è formare futuri programmatori, ma educare i più piccoli al pensiero computazionale, al “problem solving”, applicando la logica, ragionando passo passo sulla strategia migliore per arrivare alla soluzione».


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