Morbegno, finisce un’epoca: si spegne la musica in via Vanoni
Alda Vaninetti, a sinistra, insieme a un’amica

Morbegno, finisce un’epoca: si spegne la musica in via Vanoni

Dopo 55 anni di attività chiude Vanradio. «L’inizio negli anni del Cantagiro e di Castrocaro». I canti della tradizione riscoperti con la Vandisck.

Si abbassa il volume in via Vanoni: ad aprile chiude l’ultimo, storico, negozio di musica della cittadina del Bitto. Alda Vaninetti, che ha portato avanti l’attività di famiglia lunga 55 anni, ha deciso di dare uno stop al negozio Vanradio, vittima della musica digitale e delle spese che si sono abbattute sul settore di vendita. Sopravvissuto sinora sfidando con creatività il vento di cambiamento dei tempi di fruizione musicale, il negozietto pieno zeppo di dischi che si annunciava qualche metro prima del civico 44 dove ha sede per via delle note diffuse piacevolmente dalle casse esterne, abbassa le serrande.

«Sognavo di andarmene con una via Ezio Vanoni chiusa alle auto, non è successo, ma spero di passeggiarvici al più presto fra fiori e abbellimenti. Con emozione ringrazio chi mi ha onorato della sua presenza e spesso anche della sua amicizia. Carissimi amici e clienti passate a trovarmi, avete tempo fino ai primi giorni di aprile per gli ultimi saluti» dice l’elegante e vulcanica titolare del negozio di musica. Un negozio che negli anni non è stato solo un esercizio commerciale, ma un punto di incontro, di scambi, di chiacchiere e di ascolti: «Questo è sempre stato luogo di ritrovo degli appassionati. Quante discussioni per assolvere Vasco Rossi, accusato di bere troppo o De Gregori che aveva i suoi motivi per essere schivo e originale».

Era il 1964 quando i genitori di Alda aprirono due locali in via Pretorio dove si vendevano strumenti musicali « radio, televisori con le valvole, lavatrici e dischi. Erano gli anni dei festival canori, Sanremo, Castrocaro, Cantagiro, Festivalbar e Zecchino d’oro. Una canzone diventava ospite del giradischi o dei juke-box per parecchi mesi». Dal 1970 il negozio si spostò in via Vanoni «dove ho imparato presto il mestiere di commessa.  frigoriferi, le lavatrici e i televisori poi hanno lasciato spazio ai 45 e 33 giri in vinile, agli stereo8 e alle musicassette. Parallelamente grazie ad un lavoro di ricerca sono stati riscoperti vecchi brani di canti popolari e così è nata anche la Vandisk». Una produzione discografica di musica popolare elaborata di canti autentici dei contadini e degli operai.

Da quell’etichetta sono nati gruppi come i Valtellina Folk e Romantici Vagabondi «che hanno fatto conoscere la Valtellina grazie a brani come “Amore Morbegnese” o “Amici miei”».

Negli anni ’80 l’attività si apre alla vendita dei biglietti dei concerti. «Uno dei primi fu Springsteen a San Siro nell’85. Internet era lontano dai nostri pensieri e per avere i biglietti andavo a Milano a ritirare i blocchetti. Poi è arrivato l’auditorium Sant’Antonio e il polo fieristico che hanno portato tanti grandi nomi della musica leggera in città». Alda è stata catalizzatore per iniziative rivolte a restauri di opere minori «ma non per questo meno importanti nella memoria collettiva. Sembra ieri eppure sono trascorsi 55 anni ed oggi sono prossima a spegnere quella musica che allieta il passaggio e ti fa pensare che il brano che stai ascoltando vorresti portarlo a casa».

«Carissimi amici e clienti, non sono così vicina alla pensione e anche se i tempi non sono così promettenti la scelta di chiusura della mia attività è data dal profondo mutamento nel campo musicale». Si rivolge idealmente a tutti i suoi avventori Alda Vaninetti spiegando che «la musica non è svanita, sono cambiate le modalità per ascoltarla ed acquistarla. La tecnologia con il digitale ha radicalmente trasformato il mercato. Dal vinile a 45 e 33 giri si è passati ai cd che hanno lasciato il posto ai file digitali su Internet. La musica è da scaricare o da sentire in streaming. Oggi è solo un file. Un’evoluzione che ha cambiato le abitudini di milioni persone». E aggiunge: «L’unico valore aggiunto che ho potuto offrire in questi ultimi anni alle mie vendite è stato un pacchetto regalo ben fatto, ma pur aggiungendo professionalità e competenza, non è bastato». Nonostante tutto la commerciante si dice «orgogliosa di tanti anni, ricchi di molte soddisfazioni durante i quali spero di aver lasciato un’impronta che mi identifichi nel tessuto commerciale di Morbegno. È stata un’avventura meravigliosa: sono tanti i clienti entrati qui in questi anni. Bambini, ragazzi, genitori e nonni. Da Nilla Pizzi a Fedez. Quanti aneddoti avrei da raccontare. Quante storie di vita hanno sentito queste quattro mura. Stare dietro un banco non vuol dire solo fare la venditrice sorridente, ho sorriso e talvolta anche pianto, ma qui dentro è stato un piacere starci».


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