«Morbegno, alle Seriole occorre garantire sicurezza»
La zona delle Seriole presenta più di un pericolo, ma resta sempre molto gettonata in estate

«Morbegno, alle Seriole occorre garantire sicurezza»

“Gli amici” su Facebook intervengono dopo l’incidente occorso martedì ad un ragazzino irlandese. Il Comune: «La zona è di competenza del Demanio, ma ci daremo da fare adottando alcuni accorgimenti».

«Ci auguriamo che gli enti preposti trovino una soluzione al più presto per la messa in sicurezza delle Seriole, la montagna sovrastante sta franando da anni e sono necessarie delle reti di protezione e gli interventi per la messa in sicurezza, anche l’amministrazione deve fare la sua parte». La pensa così Tina Mazzoni che gestisce la pagina Facebook “Amici delle Seriole Morbegno”, spazio virtuale che unisce estimatori della zona delle Seriole, atipica area del centro storico morbegnese che si trova a due passi dal cuore cittadino, ma bagnata dal torrente Bitto.

Meta particolarmente amata nel periodo più caldo dell’anno per via del microclima più fresco e per la possibilità di bagnarsi nelle acque fresche del Bitto. Fra chi ha approfittato del refrigerio della zona martedì pomeriggio c’era anche un ragazzo irlandese di 14 anni che, dopo avere percorso circa 300 metri della stradina che porta alle Seriole, si stava calando dall’argine per raggiungere la pozza d’acqua. Non ha fatto in tempo a bagnarsi perché dal muraglione è finito di peso sulla ghiaia prima della riva facendo un salto di quattro metri. Il ragazzo è ancora ricoverato all’ospedale Giovanni XXIII di Bergamo per le cure del caso, dopo che i soccorritori gli hanno diagnosticato una frattura di una gamba e del bacino.

«Chiaramente auguriamo come prima cosa al ragazzo una pronta guarigione - continua Mazzoni - poi ricordiamo a tutti di fare attenzione recandosi sugli argini del Bitto, dove servirebbero cartelli con segnaletica di pericolo e interventi mirati per evitare episodi rischiosi per l’incolumità delle persone».

Il neo assessore comunale a Lavori pubblici Franco Marchini innanzitutto si unisce «al dispiacere per il ragazzo, anche non conoscendo nel dettaglio l’esatta dinamica dell’incidente» poi ribadisce che «l’accesso al Bitto non è di competenza comunale, bensì demaniale e soprattutto lungo tutto il Bitto esistono delle segnalazioni con cartellonistica apposita di divieto di balneazione, quindi chi fa il bagno anche alle Seriole lo fa a suo rischio e pericolo». Questo però, rimarca l’assessore, «non significa che la zona non debba essere messa in condizioni di sicurezza, anche solamente per chi fa una passeggiata, quindi qualche accorgimento in più sarà necessario come la manutenzione nella strada di accesso che è di competenza comunale oppure dei muretti diroccati. Ma bisogna distinguere questi accorgimenti di manutenzione dall’accesso rischioso al Bitto».


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