Morbegno, alla Spini Vanoni alunni a scuola da soli
La scuola Spini Vanoni punta a rendere i bambini autonomi attraverso gli spostamenti in città senza adulti

Morbegno, alla Spini Vanoni alunni a scuola da soli

Il 6 settembre la dirigenza scolastica inviterà i genitori di primaria e medie per illustrare la proposta. Gli alunni potranno acquisire maggiore autonomia, in un contesto cittadino privo delle insidie dei grandi centri.

“A scuola andiamo da soli”: gli istituti morbegnesi puntano sull’autonomia degli alunni. Il progetto verrà presentato ufficialmente mercoledì 6 settembre, ma la dirigente scolastica Fausta Svanella anticipa i contenuti dell’iniziativa che riguarda la possibilità di entrare e uscire da scuola, senza accompagnatori e in sicurezza, per i bambini dell’Istituto comprensivo “Giulio Spini” delle classi quarte e quinte di Morbegno e di Rasura e i ragazzi della scuola secondaria “Ezio Vanoni”.

«Lo sviluppo dell’autonomia è un obiettivo tanto importante per i bambini che va condiviso non solo dai genitori - dice Svanella - ma anche dagli adulti che fanno parte del contesto di vita dei bambini, ritrovando il controllo sociale che, un tempo, era compito degli adulti di una comunità. I comuni della zona hanno condiviso il progetto e pertanto vorremmo partire quest’anno scolastico, come altre realtà hanno già fatto». Negli intenti delle scuole morbegnesi il progetto è pensato per “promuovere una dimensione fondamentale nella vita dei bambini: la loro autonomia” e prende spunto dal progetto ideato dalla Città dei bambini e già realizzato di alcuni comuni italiani. L’andare a scuola da soli, che pochi anni fa era considerato un comportamento abituale e normale, nelle grandi città oggi è considerato praticamente impossibile.

«Anche nel mandamento di Morbegno si sta assistendo a un lento scivolamento nella direzione di privilegiare il controllo rispetto all’autonomia dei bambini - afferma la dirigente -, tuttavia è ancora possibile assistere a parecchi di questi che si muovono autonomamente nei loro spostamenti per dedicarsi alle loro attività pomeridiane e la scuola non può ignorare questo aspetto formativo dei propri alunni. I bambini non vanno protetti, ma “armati”, dotati cioè di strumenti, di abilità, di autonomia. La sicurezza dei nostri bambini sarà funzione della fiducia che gli adulti sapranno riconoscere ai loro figli e non della paura e della protezione». Ma quali sono i maggiori pericoli che i bambini possono incontrare nel percorso casa-scuola? Il traffico e i pericoli sociali.

«Nei piccoli centri urbani del comprensorio di Morbegno i percorsi casa-scuola dei bambini sono molto brevi e generalmente su strade a bassa intensità di percorrenza automobilistica, non si ravvisano reali problemi riguardo al traffico e a pericoli sociali. In questi ultimi anni, dove tantissimi bambini delle scuole primarie hanno sperimentato la mobilità autonoma nel percorso casa-scuola non si sono evidenziati episodi di rilievo». Per poter realizzare questo progetto è, però, necessario che diversi soggetti vengano coinvolti. Innanzitutto, la scuola che inserisce il progetto nel suo programma educativo, inserendolo nel Piano triennale dell’offerta formativa come esempio di educazione ambientale, stradale, civica e alla salute.

Gioca poi un ruolo importante il Comune che dovrà «attuare interventi strutturali per la messa in sicurezza degli itinerari pedonali casa-scuola; ma anche campagne informative, messa a disposizione della polizia municipale per interventi di educazione stradale». Poi c’è il ruolo delle famiglie che «dovranno valutare attentamente, assieme alla scuola, le caratteristiche del percorso scuola-abitazione e i possibili rischi o pericoli; partecipare alle iniziative inerenti al progetto».


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