Montespluga spesso non   è raggiungibile, sale la protesta
C’è chi in quota arriva in bici

Montespluga spesso non è raggiungibile, sale la protesta

A causa del forte vento. Anas non ritiene ci siano le condizioni di sicurezza per la circolazione stradale.

Vorrebbero arrivare alle loro baite, ma la strada è chiusa a causa del forte vento. Non è una novità, ma in questi giorni si sprecano le segnalazioni sulla situazione che sta vivendo Montespluga in queste settimane. Dall’inizio dell’anno già per due volte la strada statale 36 è stata chiusa tra Madesimo e la frazione di confine a causa della neve riportata sulla strada dal forte vento. Questo prima delle ultime nevicate che, ovviamente, hanno peggiorato la situazione. Anas da sempre in questo senso è irremovibile e non appena ritiene che non ci siano le condizioni di sicurezza chiude la strada. Anche poco dopo averla pulita.

Il problema che nei giorni scorsi aveva spinto il comitato a favore del traforo della Mesolcina a sottolineare come, a suo dire, il traforo sommitale dello Spluga sia opera inutile, visto che comunque l’accesso a Montespluga non è garantito. Al di là della discussione, per il momento del tutto teorica visto che di concreto sul superamento del valico in grado di rimanere aperto 365 giorni all’anno c’è poco più di nulla, rimane l’arrabbiatura di chi in quota ha la baita. E deve salire a piedi. Ci sono poi anche i turisti senza immobili. Ciaspolatori, escursionisti, appassionati di kite e scialpinisti. Per tutti la piana del lago di Montespluga è spesso off-limits.

La protesta in questi giorni è arrivata su Facebook, dove tanti hanno fatto sentire la propria voce per protestare: «Ci risiamo. Chiude il Posta (l’albergo situato in centro al paese, che da tutti viene ringraziato essendo visto come l’unica ragione che spinge le autorità a tenere aperta la strada d’inverno ndr) e tutti a piedi come una volta - scrive Luca - . Grazie Anas. Grazie a chiunque ha il potere di prendere queste decisioni senza senso».

C’è anche chi, sbagliando visto che di competenza sulla viabilità statale il Comune non ne ha, se la prende con l’amministrazione municipale. Rivendicando di pagare i tributi locali come tutti gli altri. Ma c’è anche chi riporta la barra a dritta: «Non vedo responsabilità nell’operato del Comune – scrive Tommaso – che anzi potrebbe essere un alleato importante nel chiedere ad Anas sulla base di quali pericoli chiude l’accesso in una giornata di sole, con vento moderato». La chiusura è partita venerdì scorso, ma sottolinea ancora Tommaso «l’anno scorso in una occasione è stata chiusa per quasi un mese. Mi sembra difficile da giustificare».


© RIPRODUZIONE RISERVATA