Monta la protesta: «Riaprite la strada giorno e notte»
Monitorata da anni e osservata speciale da ormai quaranta giorni la frana del Ruinon (Foto by archivio)

Monta la protesta: «Riaprite la strada giorno e notte»

Caso Ruinon, la gente di S. Caterina Valfurva esasperata. Pro Loco Turismo: «Nessun sasso sulla provinciale, intanto però danni incalcolabili per il nostro territorio».

Gli operatori economici di Santa Caterina Valfurva chiedono a gran voce l’apertura, ventiquattr’ore su ventiquattro, della strada provinciale 29 del Gavia, nel tratto da Sant’Antonio a Santa Caterina Valfurva e, per tutelare i loro interessi, alcuni si sono affidati anche ad un legale. Il Ruinon incombe sempre più sulla Valfurva, sulla popolazione e sul turismo. Dopo l’incontro del tavolo tecnico in Prefettura di martedì sera – a seguito del quale, da oggi, la competenza in termini di gestione dell’emergenza e logistica passa dal Comune alla Provincia – le attività turistiche della Valfurva hanno voluto ribadire, attraverso un comunicato stampa giunto ieri sera in redazione, la loro contrarietà e preoccupazione per il protrarsi di una situazione di apertura della strada a singhiozzo che li sta seriamente danneggiando.

«Gli operatori economici di Santa Caterina – hanno evidenziato Alberto ed Alvaro Pedranzini, rispettivamente presidente e vicepresidente della ProLoco Turismo Valfurva - che hanno pazientato fino ad ora, sono molto preoccupati e arrabbiati per il protrarsi di questa chiusura che si ritiene esagerata. In questi giorni, su consiglio dei geologi, la Provincia ha posizionato diversi geo-blocchi, per una spesa di circa 45.000 euro, per mettere in ulteriore sicurezza la strada da eventuali colate di detriti o caduta massi. Nel frattempo le soglie sono rientrate in “moderata criticità”, ossia lieve pericolo. Nonostante tutto questo – hanno sottolineato - la strada non viene aperta h 24, come richiesto dal comune di Valfurva». Dopo circa quaranta giorni di emergenza la situazione (si può transitare solo dalle 7 alle 21) è oramai diventata insostenibile e l’avvio del periodo di alta stagione rischia di generare ulteriori danni in termini turistici e di immagine. «Sono ormai quaranta giorni – hanno rimarcato dalla Proloco Valfurva - che i vari tecnici e responsabili osservano tutto il giorno con cannocchiali il pendio e ogni tanto, a loro discrezione, chiudono la strada perché forse hanno visto un sasso rotolare. Nel frattempo, nell’arco di un mese, nessun sasso ha raggiunto la strada. Questa situazione rischia di protrarsi anche per tutto il mese di agosto, condizionando fortemente la stagione turistica. Danni di immagine ed economici incalcolabili che si protrarranno chissà per quanti anni futuri. Gli operatori economici, pur ovviamente senza sottovalutare la complessità e gravità della situazione in atto, ritengono esagerate le misure restrittive e limitative adottate relativamente alla circolazione sul tratto di provinciale del Gavia».

Sulla stessa linea la missiva indirizzata l’altro giorno a Comune di Valfurva, Provincia di Sondrio, Comunità Montana Alta Valtellina e Regione Lombardia da parte dell’avvocato Ezio Trabucchi, legale di alcuni operatori di Santa Caterina Valfurva. Lo studio sta infatti svolgendo gli approfondimenti sulla vicenda e valutando, se del caso «ogni iniziativa legale e/o giudiziaria - si legge - in merito alla fondatezza e legittimità di tutti i provvedimenti adottati dalle autorità competenti riguardo la chiusura o limitazione del transito della strada provinciale 29… a far data dal 22 giugno 2019». Trabucchi ha inoltre sottolineato il gravissimo danno in termini economici e di immagine subito dalla località turistica. Senza sottovalutare la situazione in atto l’avvocato, in nome e per conto dei suoi assistiti, ha sollecitato la ricerca «di un punto di equilibrio tra la doverosa tutela della pubblica incolumità e la tutela, altrettanto doverosa ed istituzionale, dell’economia e del benessere di una comunità e del suo territorio».


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