Monica Ongaro: «Mi candido per la mia città, Morbegno»
Monica Ongaro, terzo candidato sindaco a Morbegno

Monica Ongaro: «Mi candido per la mia città, Morbegno»

Outsider con simpatie a destra la candidata sindaco sta lavorando da tempo alla creazione di una lista.

Si chiamerà “Morbegno punta di diamante” e sarà la lista a sostegno di Monica Ongaro, candidato sindaco alle elezioni di maggio. Sale così a tre il numero degli sfidanti per la conquista del municipio della città del Bitto, il comune più popoloso della Bassa Valle chiamato al voto.

I due nomi noti che parteciperanno alle amministrative sono quelli del sindaco uscente Andrea Ruggeri e dell’ex assessore Alberto Gavazzi. Entrambe stanno lavorando a due liste civiche. Ruggeri avrà l’appoggio dell’area di centrodestra, Lega e Popolari retici in testa. Gavazzi si trova sul fronte opposto, vicino al centrosinistra, ma con il sostegno di sensibilità anche lontane da questo schieramento.

Ongaro è l’outsider della competizione elettorale, ma ha cominciato a lavorare coni suoi da parecchio tempo, confrontandosi con i morbegnesi. La sua sarà quindi la terza lista in gara alle amministrative e con il suo gruppo si dovrebbero chiudere i giochi, anche perché l’area di sinistra più radicale non è intenzionata ad aggiungere altre compagini, lasciando al suo interno la libertà ai più moderati di migrare verso il progetto di Gavazzi.

Dal canto suo Ongaro va dritta per la sua strada: 51 anni, nata a Sondrio, ma residente a Morbegno da qualche anno, per 15 anni nel settore amministrativo di un istituto di credito locale, oggi si divide fra la collaborazione nello studio tecnico del figlio e la scrittura di libri per bambini.

«E, ovviamente, mi piacerebbe occuparmi in modo inteso di quella che oggi è la mia città - spiega Ongaro -. L’intenzione è di farmene carico insieme a un lista civica, quindi apartitica, sebbene molti di noi, me compresa che sono filo salviniana, nutra simpatie di centrodestra». Residente da quattro anni nella cittadina del Bitto, Ongaro conosce però Morbegno da tempo. «L’ho sempre frequentata, nei fine settimana o per un giro in centro, per lo shopping terminato il lavoro, insomma Morbegno mi è sempre piaciuta più di altri luoghi della provincia, è sempre stata viva, allegra, piena di iniziative - afferma -. Adesso, invece, non lo è più: esci la domenica e trovi tutto chiuso, non c’è turismo, parecchi negozi hanno chiuso le serrande, manca di quella vivacità che l’ha sempre caratterizzata: questo trend va capovolto». C’è il centro cittadino, «ma ci sono anche le zone vicine e soprattutto le frazioni che sono state molto trascurate e così non deve più essere. Sono questi aspetti che mi hanno fatto scattare il desiderio di impegnarmi per cercare di migliorare le cose, con l’intenzione da sindaco di mettere a disposizione parte dello stipendio pubblico per le urgenze della città» Un altro tema forte è quello della sicurezza, «che va garantita a tutti: i cittadini non devono avere paura dei ladri che entrano in casa o dei vandalismi sotto le finestre».


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