Milanesiana: le “Stazioni” di Vaccari, Sgarbi inaugura la mostra a Bormio
La tela dedicata a Iris

Milanesiana: le “Stazioni” di Vaccari, Sgarbi inaugura la mostra a Bormio

Allestita in via Roma apre la due giorni della Milanesiana 2019. Sarà aperta fino all’8 agosto.

Sarà inaugurata domani, a mezzogiorno, dal noto critico Vittorio Sgarbi la mostra di Wainer Vaccari che apre la due giorni della Milanesiana bormina. Allestita in via Roma, nelle sale dell’agenzia della Banca Popolare di Sondrio, istituto che – insieme a Rotary Bormio Contea e Ciaccio Arte - è sponsor e collaboratore dell’evento culturale ideato da Elisabetta Sgarbi, la mostra “Stazioni” è un’anteprima assoluta di un artista contemporaneo che vanta la sua presenza nelle più prestigiose gallerie d’arte italiane e del mondo.

A Bormio saranno esposte nove opere inedite, nate dalla committenza di Elisabetta Sgarbi, che ruotano attorno alla “speranza che incrocia la ricchezza e la povertà”. Una tela è, e non a caso, dedicata a Iris, la dea messaggera tra gli dei e gli uomini, simbolo della speranza che è il tema conduttore della Milanesiana 2019. Come suggerisce il titolo, la personale contiene un invito alla pausa: davanti alle tele occorre sostare, come in una via crucis, per coglierne appieno il significato nascosto, il senso della narrazione.

«In occasione di questo ventennale della Milanesiana – ha scritto Elisabetta Sgarbi - Wainer Vaccari è tornato dal suo mondo parallelo, riportandoci nove nuove tele, nove nuovi momenti di vita. A ciascuna tela Vaccari ha dato un titolo, certamente provvisorio, perché di quel mondo parallelo non conosciamo il linguaggio e il codice di comunicazione. I monaci di Wainer (che certamente tali non sono) compiono gesti simili ai nostri: si genuflettono, salutano con grande nobiltà, baciano chimere, leggono; ma mentre li compiono, li trasformano in altro, lasciandoci con un senso di inquietudine».

Del critico Vittorio Sgarbi invece questo giudizio: «Dove prima c’era il mestiere esibito, sovrabbondante, ora c’è quello dell’essenzialità espressiva, di un’apparente durezza che vuole attraversare i limiti fra distinto e indistinto, non meno sofisticato, ma mascherato. Una nuova necessità emerge, esistenziale non meno che lirica, quella di un’immediatezza maggiore fra creazione ed espressione, senza che il mestiere antico fermi la vis intuitiva». L’esposizione sarà fruibile sino all’8 agosto: dal lunedì al venerdì dalle 14 alle 18.15, il sabato dalle 9 alle 12.15 e dalle 14. alle 18.15. Della mostra è disponibile un catalogo (edito da Fondazione Elisabetta Sgarbi,) con testi di Elisabetta e Vittorio Sgarbi e Roberto Franchini.


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