Migranti trasferiti. Via da Ardenno e anche da Delebio
Trasferiti tutti i profughi che erano ospiti ad Ardenno (Foto by foto archivio)

Migranti trasferiti. Via da Ardenno e anche da Delebio

Viste le inadempienze della cooperativa che gestisce le strutture, è intervenuta la Prefettura. I 54 richiedenti asilo trasferiti in altre strutture in Valle.

Il condominio di proprietà privata ad Ardenno non è più un centro di accoglienza per richiedenti asilo. Come annunciato dal prefetto di Sondrio Giuseppe Mario Scalia, l’ultimo gruppo di migranti ha lasciato i locali in via Cairoli per essere trasferito in altre sedi. E sempre da ieri non sono più a Delebio 7 uomini di nazionalità pakistana che erano ospitati in un edificio privato gestito dalla medesima titolare della cooperativa di Ardenno.

«A Delebio si sono verificate le medesime condizioni di Ardenno - spiega il capo di Gabinetto della Prefettura Umberto Sorrentino - in uno stabile gestito dalla cooperativa Pallium, la cui titolare è la medesima della cooperativa Nuove frontiere che gestiva gli spazi dove alloggiavano gli stranieri ad Ardenno, si sono verificate le stesse inadempienze. Nel medesimo stabile la cooperativa si occupava anche di anziani e lo stesso sindaco di Delebio aveva rilevato delle problematiche in corso e aveva registrato l’allontanamento di questo soggetto per via del mancato rinnovo della convenzione sulla partita anziani».

Dei 47 richiedenti asilo di Ardenno, così come i 7 di Delebio, alcuni sono stati dirottati verso Colorina, Aprica, altri a Cosio Valtellino e 4 sono rimasti ad Ardenno in carico, però, a Caritas. Alcuni spazi dello stabile restano, probabilmente a tempo, ancora a disposizione della cooperativa Nuove frontiere che gestiva gli stranieri. La stessa realtà associativa che ha indotto la Prefettura a prendere la misura urgente dello sgombero dell’edificio a causa delle «reiterate inadempienze di cui si è resa autrice la cooperativa che gestiva l’ospitalità ad Ardenno - ha spiegato il prefetto -. Inadempienze relative a ritardi nel pagamento degli affitti, nel pagamento fornitori e nel pagamento dei pocket money (il bonus giornaliero corrisposto agli stranieri nei centri di accoglienza), questi ultimi saranno saldati a breve».

Un caso di emergenza nell’emergenza. «A questo punto mi auguro, anzi sono sicura che gli immigrati trovino una situazione di ospitalità migliore - dice il sindaco di Ardenno, Laura Bonat -, dal canto nostro restiamo sempre in contatto con la Prefettura che sta portando avanti la linea di accoglienza legata a piccoli gruppi, all’omogeneità degli ospiti e alla capacità di offerta del territorio provinciale». Sul caso interviene anche il segretario provinciale della Lega Nord, Christian Borromini. «I profughi rappresentano un costo che il nostro Paese non può sopportare, la loro permanenza a tempo indeterminato crea problemi economici, l’ospitalità di gruppi numerosi non viene accettata dalla popolazione, l’accoglienza è una straordinaria fonte di guadagno per albergatori e associazioni. Quanto accaduto ad Ardenno è l’ennesima conferma di un sistema che non funziona. Da mesi questa situazione veniva segnalata».


© RIPRODUZIONE RISERVATA