Messa in sicurezza della frana di Spriana: avviato il percorso
La frana di Spriana protagonista del convegno del 2017 (Foto by foto archivio)

Messa in sicurezza della frana di Spriana: avviato il percorso

Sopralluogo martedì mattina al by-pass. Sarà presto fatta una valutazione tecnico-economica degli interventi necessari al completamento dell’opera.

Una valutazione tecnico-economica degli interventi necessari al completamento delle opere per renderle operative e funzionali alla messa in sicurezza della città di Sondrio e dei suoi abitanti da predisporre quanto prima e soprattutto l’impegno degli enti a concludere i lavori.

Buone notizie dal sopralluogo effettuato martedì mattina al by-pass della frana di Spriana dai rappresentanti tecnici e amministrativi interessati, con la sola eccezione di quelli della Salini-Impregilo, impresa che ha la concessione del cantiere e che ieri non erano presenti. Dopo anni di stallo - il cantiere, incompiuto per la mancanza di risorse finanziarie è chiuso dal 2007 -, un convegno organizzato nel 2017 da Giovanni Bettini e Popi Miotti e un’interrogazione in consiglio comunale alla fine dello scorso anno dell’esponente di minoranza Stefano Angelinis, cui il sindaco Marco Scaramellini ha risposto promettendo il massimo impegno, qualcosa si muove. E non è (solo) la frana, la cui potenziale pericolosità è stata sancita fin dal 1979.

La visita di ieri è il primo passo concreto della linea condivisa nella riunione di dicembre da Prefettura, Comune, Regione e Provveditorato alle opere pubbliche per individuare prima l’entità delle risorse necessarie e successivamente le fonti di finanziamento necessario.

Il sopralluogo segue alla richiesta avanzata dalla Regione Lombardia – Direzione generale territorio e Protezione civile, condivisa dal prefetto Giuseppe Mario Scalia, di aggiornamento della relazione tecnica del Dipartimento della protezione civile.

Alla visita congiunta al cantiere di imbocco e sbocco del by-pass della frana di Spriana hanno partecipato il professor Nicola Casagli, incaricato dal Dipartimento della protezione civile della presidenza del Consiglio dei ministri, l’ingegnere Gianni Gatto, l’ingegnere Gaetano Salonia (che la frana di Spriana e il cantiere conosce bene avendoci lavorato per Impregilo) e il geometra Danilo De Campo collaboratori per la frana di Spriana del Provveditorato interregionale alle Opere pubbliche per la Lombardia e l’Emilia Romagna, il dottor Dario Fossati e la dottoressa Nadia Padovan della Direzione generale territorio e protezione civile della Lombardia, l’assessore ai Lavori pubblici del Comune di Sondrio, Andrea Massera, l’ingegnere Gianluca Venturini dell’ufficio tecnico del Comune di Sondrio e l’architetto Francesco Di Clemente di Secam.

Da parte di tutti, come d’altro canto già indicato durante il tavolo di dicembre, è emersa la necessità di completare le opere sin qui realizzate per renderle operative e funzionali per la salvaguardia e la sicurezza della popolazione e della città di Sondrio.

Il primo passo sarà capire come stanno le cose, cosa manca e quanto costa. A questo proposito il professor Casagli si è impegnato a consegnare l’aggiornamento della relazione tecnica della frana entro 15 giorni, il rappresentante del Provveditorato alle Opere pubbliche ad effettuare una valutazione tecnico-economica degli interventi necessari al completamento e la Regione Lombardia a mettere a disposizione tutti i dati di monitoraggio della frana e continuare il monitoraggio nel tempo per la sicurezza del territorio.

Impegni importanti quelli assunti sul cui rispetto il Comune promette la massima attenzione. Amministrazione che da parte sua manifesta la piena disponibilità per qualsiasi intervento necessario. «Aver convocato tutti gli attori intorno ad un tavolo per parlare di questa delicata questione è stato importantissimo - dice l’assessore Massera - e per questo dobbiamo ringraziare il prefetto. Come amministrazione ci muoveremo a livello politico-istituzionale per una soluzione definitiva, ben consci delle difficoltà, ma convinti che questo percorso riaperto dopo tanti anni debba essere portato a compimento».

Intanto il prossimo appuntamento dovrebbe essere entro un mese per un nuovo punto della situazione, numeri alla mano.


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