«Meno ricoverati e meno gravi  È l’effetto del vaccino»
Sondalo ospedale Morelli reparto degenza post covid coronavirus

«Meno ricoverati e meno gravi

È l’effetto del vaccino»

A Sondalo attualmente 19 pazienti: i tre più gravi, sotto ventilazione, non erano stati vaccinati

L’effetto vaccinazione è nell’attività del centro Covid Morelli di Sondalo che, rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, assiste un numero di pazienti contenuto e stabile. Ieri erano 19 ma, rispetto al passato, non si vive nell’ansia di poter essere investiti da un’ennesima ondata Covid da un momento all’altro.
A protezione c’è lo scudo vaccinale, considerato che l’86% della popolazione della provincia di Sondrio ha aderito alla vaccinazione e la stragrande maggioranza ha già completato il ciclo vaccinale e sta per approcciare il richiamo con la terza dose.

Poi c’è lo zoccolo duro di coloro che non si sono e non si vogliono vaccinare. Questo impensierisce non poco le operatrici del centro Covid Morelli, tutte donne a partire da Chiara Rebucci, responsabile, insieme alle colleghe Marta Benedetti e Francesca Antoniazzi, e a Patrizia Zucchi, attualmente impegnata nel reparto di Tisiologia, ma che non fa mancare il proprio supporto.

Tra i 19 ricoverati, è vero, ci sono pazienti non vaccinati e vaccinati. Però i tre in condizioni più serie, che attualmente sono ventilati perché faticano a respirare, non hanno ricevuto il vaccino. Alcuni pazienti vaccinati sono in reparto perché risultati positivi in seguito ai controlli effettuati al momento dell’arrivo in ospedale, per infezioni o fratture e, dunque, non presentano patologie respiratorie.

«Poi vi sono casi di persone che - precisano da Asst - seppur vaccinate, manifestano sintomi da Covid che si possono aggravare in presenza di altre patologie o di una situazione polmonare già compromessa, come avvenuto ad esempio la scorsa settimana per un paziente deceduto».

Resta, quindi, alta l’attenzione e l’allerta degli operatori del reparto Covid Morelli, di Chiara Rebucci in primis, per impedire che la situazione possa degenerare e il reparto riempirsi nuovamente.

«L’effetto vaccinazione è evidente - sottolinea Chiara Rebucci - le statistiche dimostrano che il vaccino ha un effetto protettore e noi qui ne abbiamo conferma ogni giorno. Probabilmente - annuncia - assisteremo ad un lieve aumento dei ricoveri, ma nulla a che vedere con l’autunno del 2020. Certo, con l’arrivo della stagione fredda ci attendiamo un incremento di forme sintomatiche simili all’influenza che, nei soggetti vaccinati, si presentano con lievi sintomi, mentre chi è più fragile, non vaccinato o vaccinato da lungo tempo, può avere delle complicazioni che sfociano in altre patologie».

«Per questo - aggiunge - invitiamo le persone non vaccinate che risultano positive o i vaccinati ad alto rischio di evoluzione in malattia, come i soggetti con più di 65 anni, gli obesi, i cardiopatici o i diabetici, a rivolgersi a noi in presenza dei primi sintomi Covid, perché nella fase iniziale possiamo intervenire con gli anticorpi monoclonali, mentre quando la situazione si aggrava è più difficile intervenire in modo risolutivo».

L’invito resta quello a vaccinarsi «quale scelta responsabile - sottolineano le dottoresse - anche con la terza dose che, per gli anziani, può essere somministrata insieme all’antinfluenzale come già avviene nei centri vaccinali».


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