«Meno abbonamenti e posti per tutti al Teatro Sociale»

«Meno abbonamenti e posti per tutti al Teatro Sociale»

Riduzione delle poltrone “vincolate”, insieme alla revisione del meccanismo della prelazione, aumento dell’importo dell’abbonamento e sperimentazioni, per gli spettacoli di maggior richiamo, di una seconda serata a biglietto singolo.

Sono queste alcune delle proposte avanzate dal consigliere comunale di Sondrio liberale Andrea Massera per la gestione del Teatro Sociale «nell’ottica - dice - di un’ulteriore valorizzazione di un patrimonio culturale che è innanzitutto di tutti i sondriesi, i quali devono avere la possibilità di diventarne “soci” e fruitori».

Sulla gestione del Teatro il dibattito tra amministrazione comunale e opposizione è aperto da tempo. Nei giorni scorsi presentando il nuovo cartellone, l’assessore Marina Cotelli ha illustrato i numeri di sala rimarcando come, nonostante gli abbonamenti, «chi vuole venire a teatro troverà sempre un posto» e anche il fatto che durante tutta la stagione posti liberi al Sociale ce ne sono stati sempre, anche in occasione degli spettacoli più di successo.

«Se è pur vero che si è pensato di chiedere agli abbonati di comunicare una loro eventuale assenza allo spettacolo - dice Massera - , è però difficile che un cittadino si rechi a teatro la sera stessa nella speranza di trovare un posto libero. Si tende a desistere, considerando vana la ricerca. I due posti liberi in occasione dello spettacolo di Paolini, dati forniti dall’assessore Cotelli, vanno letti alla luce di questo fenomeno».

E dunque per Massera è necessario ascoltare le segnalazioni provenienti da molti concittadini che faticano a trovare il biglietto singolo per le pièces, a causa dell’elevato numero di abbonamenti (500 su una capienza di circa 580 posti). «Su questo punto ci siamo confrontati con il presidente dell’associazione Amici del teatro che ci ha confermato la frequenza delle lamentele sul punto e ci ha rappresentato i termini della questione - insiste Massera -. Dai riscontri, nostri e suoi, la combinazione tra un alto numero di abbonamenti e il diritto di prelazione a favore degli abbonati storici impedisce il ricambio e limita una fruizione diffusa.r Per questo riteniamo che, anziché riproporre per il quarto anno consecutivo il medesimo schema, sarebbe stato opportuno cambiare». E dunque riduzione degli abbonamenti, aumento dei carnet, ma anche sperimentazioni.

Non solo. Secondo Massera è necessario incentivare l’utilizzo del teatro da parte di privati per eventi, convegni, spettacoli, agendo anche sul piano tariffario. «Da ultimo - dice -, dopo l’importante operazione che ci permetterà di recuperare il “ridotto” interrato da 100 posti a sedere, occorre valutare un ultimo investimento assolutamente necessario per completare la fruibilità del Teatro: l’apertura del bar/foyer, invocata sin dalla prima stagione da spettatori e cittadini, se necessario acquisendo la proprietà dei locali».


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