Meli tagliati da ignoti: «Causati danni ingenti. Sono atti intollerabili»
Una scena desolante tra Lovero e Sernio: i meleti abbattuti hanno creato delle aree vuote

Meli tagliati da ignoti: «Causati danni ingenti. Sono atti intollerabili»

Sono 250 le piante distrutte nel fondo di Giulio Gnali e su cui interviene il presidente di Melavì. «Vogliamo condannare pubblicamente la vigliaccata».

In tutto 250 piante di mele tagliate fra Lovero e Sernio. È quanto accaduto qualche tempo fa a Giulio Gnali, frutticoltore di Melavì, che si è ritrovato con un danno incredibile alla sua azienda. A denunciare l’atto ignobile è il presidente di Melavì, Bruno Delle Coste, che, venuto a sapere della razzia, ha voluto rendere pubblico quanto accaduto con una nota stampa. Pare che non sia neppure la prima volta che fatti del genere accadono, ma tutti sperano che sia l’ultima.

«Non è più tollerabile che il lavoro dei frutticoltori venga pesantemente danneggiato da persone senza scrupoli che, nottetempo, protette dal buio, si rendono responsabili di atti vili che non possono trovare giustificazione – afferma Delle Coste -. Il fatto avvenuto merita una denuncia pubblica, affinché tutti, anche al di fuori del mondo agricolo, ne vengano a conoscenza. Di fronte a una tale vigliaccata ai danni di uno dei nostri soci, Giulio Gnali, con il quale spesso ci confrontiamo, come cooperativa vogliamo condannare pubblicamente l’atto ed esprimere la nostra solidarietà. In Valtellina pensiamo di essere immuni da vicende tipiche di altre zone d’Italia, invece questi fatti purtroppo accadono anche da noi. Perché è desolante contare i danni di una gelata o di una grandinata, ma lo è ancora di più quando a rovinare i frutteti è l’atto compiuto da una o più persone mosse dalla cattiveria».

Il frutteto in questione si trova nella zona tra Lovero e Sernio e, durante una notte, è stato devastato: qualcuno ha tagliato 250 piante in produzione, messe a dimora alcuni anni fa, causando un danno immediato per il proprietario e perdite future per il mancato raccolto. «Noi produttori sappiamo bene quanto è difficile fare frutticoltura in Valtellina - continua Delle Coste -: contenere i costi, contrastare gli eventi atmosferici e le annate negative. Ma contro questi atti ci sentiamo impotenti e ancora più delusi perché commessi da persone che vivono i nostri stessi problemi».

Nello spirito mutualistico che caratterizza il sistema delle cooperative, Melavì esprimerà la sua vicinanza al socio Gnali in maniera tangibile, come anticipa il presidente Delle Coste: «Nella prossima riunione del consiglio di amministrazione proporrò di destinare un contributo straordinario al nostro socio per aiutarlo a sostenere le spese per il nuovo impianto».


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