Meleti “bruciati” dal gelo  dove non c’è l’antibrina
il fiore apparentemente sano, ma all’interno e è invece bruciato dal gelo

Meleti “bruciati” dal gelo

dove non c’è l’antibrina

Alcuni agricoltori hanno perso la produzione. Non tutti dispongono del sistema di protezione che ha consentito in altre zone di salvare i fiori

«Tutti parlano dei danni da gelo risolti in provincia di Sondrio grazie all’impianto antibrina, ma a noi dell’Alta Valle, che non abbiamo la possibilità di installare questo impianto, nessuno pensa? Qui abbiamo avuto il cento per cento dei danni. Produzione 2021 completamente persa».

È l’amaro sfogo del frutticoltore Daniele Marchesi che si fa portavoce della grave situazione della frutticoltura dell’Alto Tiranese. «Qui ci si conosce tutti, non parlo solo della mia azienda, visto che nelle stesse condizioni siamo in più di cinquanta aziende attive a Sernio, Lovero, Tovo e Mazzo», afferma Marchesi.

Che, per far capire perfettamente cosa è successo, con la gelata dei giorni scorsi mostra un fiore di melo. Come si può vedere dalle foto qui pubblicate, il fiore fra le dita di Marchesi apparentemente sembra sano, ma quando lo si controlla all’interno è completamente bruciato dal gelo. È nero, irrecuperabile.

«Niente frutta quest’anno»

«Eravamo arrivati nei giorni scorsi nel momento dell’impollinazione - prosegue l’imprenditore agricolo di Sernio, che coltiva 50mila metri e produce 2mila quintali di mele all’anno -. Il fiore si stava aprendo, ma, con le temperature che sono arrivati a picchi di – 9 gradi centigradi, è gelato per cui nel giro di una decina di giorni cadrà. Di conseguenza frutta, in questa zona, non ce ne sarà».

Peraltro i frutticoltori dell’Alta Valle sono già stati martoriati nel 2017 quando c’era stata un’altra gelata. «Quattro anni fa, però, era bruciata la parte bassa del paese con temperature di -4 gradi centigradi, ora tutto il conoide è stato interessato con temperature fino a -7 e -8 gradi centigradi. Nel 2017 erano stati riconosciuti danni dal 70 all’80 per cento – abbiamo ancora i verbali stesi della Provincia di Sondrio – ma non siamo mai stati rimborsati. Il danno stimato oggi a Sernio è del 100 per 100 per quanto riguarda la qualità e del 90-95 per cento per quanto riguarda la quantità».

Di fronte a questo panorama sconsolante, una notizia che ha rinvigorito i frutticoltori è l’annuncio del ministro dell’Agricoltura, Stefano Patuanelli, di fondi per il settore. «Le gelate di questi giorni stanno causando ingenti danni alle coltivazioni in diverse regioni d’Italia - ha affermato il ministro -. In questi casi le Regioni devono provvedere a quantificare i danni e a delimitare i territori colpiti per poi comunicare al ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali, con delibera di giunta, la declaratoria degli eventi avversi. Immediatamente dopo firmerò il decreto che consentirà alle aziende dei territori colpiti l’accesso al fondo di solidarietà nazionale ed altre misure di sostegno previste. A causa dei cambiamenti climatici danni subiti dalle aziende agricole sono sempre in aumento e per questo in molti casi è necessario intervenire con risorse aggiuntive. Insieme alle regioni faremo il possibile per sostenere gli imprenditori del settore già in grande sofferenza a causa della pandemia».

Marchesi commenta: «A fronte di questa comunicazione invito tutti i frutticoltori a farsi avanti in Provincia e Regione con la stima dei danni per poter accedere ai fondi. Io stesso ho iniziato a muovermi anche con il presidente di Melavì, Bruno Delle Coste, per un’azione congiunta perché qui si sta parlando della mela di Valtellina e, seppure molte aziende non facciano parte della cooperativa, il futuro del nostro prodotto è uguale per tutti».


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