Maturità, le nuove regole dell’esame
Studenti lecchesi al Fiocchi durante la maturità 2016 (archivio)

Maturità, le nuove
regole dell’esame

Al via nel 2018 Basterà la media del sei per l’ammissione: «Ma sbaglia chi crede che così sarà più facile». I presidi: «Il consiglio di classe resta sovrano, con queste norme si possono valorizzare i percorsi formativi»

Lecco

Per essere ammessi all’esame di maturità non sarà più necessario avere la sufficienza in tutte le materie, basterà la media del sei. Questa sulla carta la novità della maturità 2018, poi nella realtà i dirigenti tirano già il freno, ribadendo che sarà il consiglio di classe a porre le regole, e che non basterà avere voti alti nelle materie più facili per essere ammessi.

Con la nuova maturità ci saranno solo due prove scritte uguali per tutti, i commissari saranno solo interni, e i progetti di scuola lavoro diventeranno fondamentali per crediti.

«La nuova norma parla di media del sei, che però è tutta da interpretare - avverte Claudio Lafranconi, preside dell’istituto Fiocchi -, se ben applicata sarà positiva e non perché permetterà facili ammissioni all’esame, ma perché sarà lo strumento per porre al centro le competenze e le capacità di ciascuno studente. Il capitolo legato all’alternanza tra scuola e lavoro è uno dei fulcri della nuova maturità che acquisterà particolare importanza».

Giovanni Rossi, dirigente del liceo classico e linguistico Manzoni è chiaro: «La media del sei è un fattore positivo, anche perché già negli scorsi anni anche se uno studente non aveva proprio il sei pieno nella maggior parte dei casi veniva ammesso, tenendo conto del percorso che aveva svolto. La nuova normativa - prosegue il preside Rossi - non fa altro che sancire ciò che con molta attenzione i vari consigli di classe fanno già, ovvero mettono al centro della valutazione il lavoro svolto dallo studente, la sua preparazione generale».


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