Mattarella Presidente: «Sarò arbitro imparziale»

Mattarella Presidente: «Sarò arbitro imparziale»

È il dodicesimo Capo dello Stato. Leggi i passi salienti del suo discorso alle Camere

Sergio Mattarella è il dodicesimo Presidente della Repubblica. Ha giurato questa mattina alle 10 davanti alle Camere riunite a Montecitorio.

«Giuro di essere fedele alla Repubblica e di osservarne lealmente la Costituzione». Queste le parole con cui Sergio Mattarella, ai sensi dell’articolo 91 della Costituzione, ha giurato da presidente della Repubblica nell’Aula della Camera, davanti al Parlamento riunito in seduta comune.

Emiciclo al gran completo per il primo discorso del nuovo presidente della Repubblica ma si notano banchi vuoti nelle file di Forza Italia. Al lungo applauso che ha accompagnato l’ingresso di Sergio Mattarella nell’emiciclo di Montecitorio non si sono associati diversi parlamentari dei Cinquestelle.

Mattarella, arbitro sarà imparziale

Mattarella, arbitro sarà imparziale
(Foto by CP)

«La lunga crisi ha inferto ferite e prodotto emarginazione e solitudine, tante difficoltà hanno colpito occupazione e creato esclusione». Lo ha detto il presidente della Repubblica Mattarella nel suo intervento alla Camera.

Ecco altri estratti del suo discorso:

«L’unità rischia di essere difficile, fragile e lontana, l’ impegno di tutti è a superare le difficoltà degli italiani».

Quelli economici sono «punti di un’agenda esigente, su cui viene misurata la distanza tra istituzioni e popolo. Dobbiamo scongiurare il rischio che la crisi intacchi il patto sociale sancito dalla Costituzione».

«Per uscire dalla crisi che ha fiaccato l’economia nazionale ed europea va alimentato il ciclo economico da tempo atteso».

«Mi impegno a confermare il patto Costituzionale che ha mantenuto il paese unito e riconosce i diritti costituzionali e il patto di unità sociale che impegna a rimuovere gli ostacoli che limitano le libertà e l’uguaglianza».

«Al consolidamento finanziario si accompagni una robusta iniziativa di crescita da alimentare a livello europeo. Il governo ha opportunamente perseguito questa strategia».

«I cittadini chiedono trasparenza e coerenza nelle decisioni».

«Questo Parlamento presenta elementi di cambiamento: la più alta percentuale di donne e tanti giovani. Un risultato prezioso che troppo volte la politica stessa finisce di dimenticare».

«Nel linguaggio corrente si è soliti tradurre il compito del Capo dello Stato nel ruolo di un arbitro, del garante della Costituzione. E’ un’immagine efficace. All’arbitro compete la puntuale applicazione delle regole. L’arbitro deve essere e sarà imparziale. Io giocatori lo aiutino».

«I giovani parlamentari rappresentano con la loro capacità critica e indignazione la voglia di cambiare. A loro chiedo di dare un contributo ad essere unità nazionale non dimenticando mai l’essenza dell’essere parlamentari. Il Parlamento non sia l’inasprimento della società ma si sia rappresentanti tutti insieme dell’intero popolo italiano e tutti insieme al servizio del Paese».

«Garantire la Costituzione vuol dire garantire il diritto allo studio dei nostri ragazzi in una scuola moderna in ambienti sicuri».

«Garantire la Carta significa riconoscere e rendere effettivo il diritto del lavoro. Significa ripudiare la guerra e promuovere la pace».

Sel e M5S hanno lanciato l’applauso quando il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha ricordato il ripudio della guerra in Costituzione. Al battimani si sono associati tutti.

Garantire la Costituzione «significa che si possa ottenere giustizia in tempi rapidi».

«La corruzione divora risorse che potrebbero essere destinate ai cittadini, impedisce la corretta esplicazione delle regole del mercato, favorisce le consorterie e penalizza gli onesti ed i capaci».

Standing ovation dell’Aula della Camera quando Sergio Mattarella ricorda il valore dell’antifascismo e della lotta alla mafia.

Mattarella, rimuovere ostacoli libertà

Mattarella, rimuovere ostacoli libertà
(Foto by CP)

“Al consolidamento finanziario si accompagni una robusta iniziativa di crescita da alimentare a livello europeo. Il governo ha opportunamente perseguito questa strategia”.

«L’attuale Pontefice Francesco che ringrazio per il messaggio di auguri che ha voluto inviarmi ha usato parole severe contro i corrotti «uomini di buone maniere ma di cattive abitudini”

«E’ allarmante la diffusione delle mafie, antiche e nuove» è «un cancro pervasivo che distrugge speranze, impone gioghi e sopraffazioni, calpesta diritti». Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella aggiungendo che «dobbiamo incoraggiare l’azione determinata della magistratura e delle forze dell’ordine».

Mattarella, Governo perseguito sviluppo

Mattarella, Governo perseguito sviluppo
(Foto by CP)

«Siamo inorriditi dalla barbarie della decapitazione di ostaggi, dalle guerre e dagli eccidi in Medio Oriente e in Africa, fino ai fatti tragici di Parigi».

Standing ovation dell’Aula della Camera quando Sergio Mattarella ricorda il sacrificio di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. All’applauso si uniscono le tribune del pubblico.

«Altri rischi minacciano la nostra convivenza. Il terrorismo internazionale ha lanciato la sua sfida sanguinosa, seminando lutti e tragedie in ogni parte del mondo e facendo vittime innocenti»

«Nella lotta alle mafie abbiamo avuto molti eroi. Penso tra gli altri a Giovanni Falcone e Paolo Borsellino». Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella sottolineando che «per sconfiggere la mafia occorre una moltitudine di persone oneste, competenti, tenaci. E una dirigenza politica e amministrativa capace di compiere il proprio dovere».

”Siamo tutti chiamati ad assumere la responsabilità primaria di riaccostare gli italiani alle istituzioni. Bisogna intendere la politica come bene comune, patrimonio di ognuno e di tutti. E’ necessario ricollegare le istituzioni a quei cittadini che le sentono estranee”.

«Per minacce globali servono risposte globali. Un fenomeno così grave non si combatte chiudendosi nel fortino degli Stati nazionali. I predicatori d’odio reclutano assassini , utilizzano Internet. La comunità internazionale deve mettere in campo tutte le risorse».

«La lotta al terrorismoal non è guerra civiltà . Sarebbe grave errore considerarla tale»

Mattarella, Costituzione da vivere

Mattarella, Costituzione da vivere
(Foto by CP)

Quella dell’immigrazione «è un’emergenza umanitaria grave e dolorosa che deve vedere l’Ue più attenta, impegnata e solidale». Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella sottolineando che «l’Italia sta facendo bene la sua parte».

«Occorre continuare a dispiegare il massimo impegno affinché la delicata vicenda dei due nostri fucilieri di Marina Massimiliano Latorre e Salvatore Girone trovi al più presto una conclusione positiva con il loro definitivo ritorno in Patria».

Standing ovation dell’Aula della Camera quando Sergio Mattarella ricorda i Marò. L’applauso parte dai banchi di Fdi e si propaga subito al resto dell’Aula tranne che a M5S.

«L’Europa rappresenta oggi ancora una volta una frontiera di speranza e la prospettiva di una vera Unione politica va rilanciata senza indugio».

«Il sentimento della speranza - prosegue Mattarella - ha caratterizzato l’Europa nel dopoguerra e alla caduta del muro di Berlino. Speranza di libertà e di ripresa dopo la guerra, speranza di affermazione di valori di democrazia dopo il 1998».

«La lotta al terrorismo va condotta con fermezza, intelligenza, capacità di discernimento. Una lotta impegnativa che non può prescindere dalla sicurezza. Lo Stato deve garantire diritto ad una vita serena e senza paura».

«A livello internazionale la meritoria e indispensabile azione di mantenimento della pace che vede impegnati i nostri militari in tanti missioni deve essere consolidata con un’azione di ricostruzione politica, economica, sociale e culturale senza la quale ogni sforzo è destinato a vanificarsi».

«Alle Forze armate, sempre più strumento di pace ed elemento essenziale della nostra politica estera e di sicurezza, rivolgo un sincero ringraziamento, ricordando quanti hanno perduto la loro vita nell’assolvimento del proprio dovere».

Come più volte sollecitato dal presidente Napolitano, un’altra priorità è costituita dall’approvazione di una nuova legge elettorale, tema sul quale è impegnato il Parlamento».

Dura poco più di tre minuti l’applauso dell’Aula di Montecitorio alla fine del messaggio del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, Tutta l’Aula si è levata in piedi, compresi i parlamentari di M5S che però non hanno applaudito. Gli applausi sono stati in tutto 41 oltre a quello iniziale.


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