Masegra, nuova vita  Con il ristorante  e le nostre eccellenze
Il ristorante troverà spazio al piano terreno dell’edificio con loggetta cinquecentesca

Masegra, nuova vita

Con il ristorante

e le nostre eccellenze

Definite le sorti dello storico castello. Niente hotel, ma vetrina dell’enogastronomia locale

Un ristorante di qualità negli spazi più gentili della loggetta cinquecentesca e un centro espositivo e di promozione delle eccellenze enogastronomiche al primo piano a completare l’offerta del museo delle storie della montagna, il Cast in un dialogo con la città del cui tessuto l’antico maniero deve diventare sempre più parte integrante.

E’ un futuro da polo di attrattività turistica oltre che culturale quello delineato per il castel Masegra dallo studio di fattibilità dell’architetto Giuseppe Sgrò dello studio A3 di Tirano e realizzato sulla base delle ipotesi tratteggiate nello studio del Politecnico di Milano coordinato dal professor Stefano Della Torre.

Doppio lavoro

Un doppio lavoro di ricerca, analisi e progettazione voluto dall’amministrazione comunale per valorizzare uno dei simboli di Sondrio - «testimone muto di secoli di storia che deve essere mantenuto, ma soprattutto aperto alla città» sottolinea l’assessore alla Cultura Marcella Fratta - che è stato presentato ieri a palazzo Pretorio.

«La nostra volontà - ha spiegato l’assessore ai Lavori pubblici Andrea Massera - è stata da subito quella di avviare un percorso di valutazione complessiva di riutilizzo del castello nell’ottica della sostenibilità, dando continuità a quanto realizzato negli anni scorsi e coerente con le linee di indirizzo della nostra amministrazione che puntano sull’attrattività turistica e sulla valorizzazione delle nostre eccellenze. Un completamento dei vari interventi per arrivare a una destinazione finale che necessitava di uno studio approfondito e accurato anche in chiave di sostenibilità, elemento imprescindibile, qual è stato quello condotto dal professor Della Torre, a cui il progetto dell’architetto Sgrò, ormai in avanzato stato di realizzazione, dà concretezza. Un lavoro che abbiamo chiaramente condiviso con la Soprintendenza e con il Demanio».

Lo studio del Politecnico, partito dall’accordo siglato nel 2012 tra Comune e il Demanio, e la progettazione degli spazi hanno avuto due passaggi fondamentali: il completamento del restauro e la strategia per il riutilizzo funzionale del castell Masegra.

Le tappe

Un lavoro lungo e articolato, passato per l’esame delle dinamiche economiche e sociali del territorio, la lettura delle ricerche storiche e la ricognizione degli interventi eseguiti negli anni, che ha condotto all’elaborazione di tre ipotesi funzionali da affiancare a Cast: un centro di documentazione più una destinazione ricettiva da realizzare attraverso un project financing (quel parador di cui si parlò lungamente in passato); un ristorante più spazi espositivi da dedicare a mostre temporanee e l’ultima, quella che poi è stata scelta da un panel di esperti: tra loro il segretario della Camera di commercio Marco Bonat, la direttrice del palazzo Besta Stefania Bossi, il direttore della Nino Negri Danilo Drocco, il presidente dell’Ordine degli architetti Andrea Forni, Aldo Rainoldi presidente del Consorzio di tutela vini e l’economista Marco Vitale.

La terza opzione prevedeva appunto un ristorante cui abbinare un centro di promozione dell’economia locale (CeprEl) in cui raccontare, degustare e vendere i prodotti enogastronomici del territorio.


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