Masanti è pronto a ricandidarsi a Madesimo. E la sala applaude
Sala gremita per l’assemblea convocata dall’ex sindaco di Madesimo e dai suoi consiglieri

Masanti è pronto a ricandidarsi a Madesimo. E la sala applaude

L’ex sindaco ha illustrato la situazione dicendosi disponibile a un nuovo mandato.

«Chi mi conosce sa che non sono uno che si arrende. Me ne andrò solo quando sarò sfiduciato dai cittadini di Madesimo». Con queste parole l’ex sindaco Franco Masanti ha annunciato, di fatto, la sua ricandidatura in vista delle elezioni amministrative della prossima primavera. Maggio o giugno che sia, Masanti ci sarà. Questa la notizia più rilevante dell’assemblea convocata lunedì sera dal primo cittadino caduto la scorsa settimana in seguito alle dimissioni di sei consiglieri comunali, tre di maggioranza e tre di minoranza. Chi si aspettava rabbia e livore nei confronti dei dimissionari è rimasto sorpreso dai toni miti di Masanti, il cui carattere, lo ha riconosciuto lui stesso durante l’incontro, non è sempre facile. Segno che l’ex sindaco ha subodorato aria favorevole. Cosa confermata dalla sala piena e dai tanti applausi.

Quella che solo una settimana fa sembrava un’esperienza finita, potrebbe diventare una nuova partenza. L’albergatore madesimino va a caccia di un quarto mandato. Che sarebbe vietato per legge, anche per i comuni al di sotto dei 3000 abitanti. A quanto pare però c’è una scappatoia. Anzi, due. La questione è decisamente complessa dal punto di vista giuridico. L’ultima comunicazione di Anci del 2019 sul tema lascia uno spiraglio aperto per il superamento del limite dei tre mandati, riprendendo una circolare ministeriale del 2014 che considera possibili ulteriori mandati se dopo il terzo «intercorra un intervallo temporale idoneo a interrompere la consecutività».

In questo caso sarebbe il commissariamento, anche se la questione è dibattuta. L’altro elemento è il fatto che la legge per i due mandati dei comuni più grandi dispone la possibilità di terza ricandidatura consecutiva, se uno dei due precedenti mandati si sia interrotto prima della metà per cause non dipendenti dalla volontà del sindaco. Norma che potrebbe per estensione essere anche applicata tra il terzo e il quarto mandato per i comuni sotto i 3000 abitanti. Un dedalo di leggi e di sentenze di orientamento diverso che non fanno emergere un quadro chiaro. Forse c’è anche un piano B, nel caso in cui le cose non dovessero mettersi bene. L’ipotesi, cioè, che Masanti si candidi a semplice consigliere comunale. Padre nobile di una lista con un altro candidato sindaco, che potrebbe anche essere già individuato.

Intanto va registrata la difesa a spada tratta di Masanti degli ultimi sette mesi, tra alluvione di giugno e danneggiamenti, corsa contro il tempo per le Olimpiadi silenziose, apertura di palaghiaccio e wellness e progetti per il futuro.

«La scelta di interrompere questo percorso in questo momento è stata sciagurata – ha commentato Masanti spalleggiato dai consiglieri rimasti fedeli –. So di non avere un carattere facile, ma senza carattere un Comune come Madesimo non si guida. Rivendico di aver amministrato in questi anni con onestà, senza guardare in faccia nessuno e senza sottostare a pressioni». All’incontro ha partecipato tra il pubblico anche l’avversaria del sindaco uscente alle elezioni del 2019 Luisella Fumagalli, che ha provato a giustificare la scelta delle dimissioni. Almeno del suo gruppo d’opposizione: «Non si può imputare alla minoranza la colpa di quanto accaduto. I problemi c’erano nella maggioranza. Il paese non è in stallo. Il prefetto ha dato ampia disponibilità a lavorare per risolvere i problemi».

Mal accolte dal pubblico, le parole di Fumagalli sono state criticate anche dal sindaco: «Il prefetto è persona squisita e disponibile, ma non può prendere decisioni politiche».


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