«Marchio olimpico per tutta la valle»
La delegazione italiana a Losanna lunedì 24 giugno in occasione del verdetto olimpico

«Marchio olimpico per tutta la valle»

Gigi Negri, direttore del consorzio Terziere Superiore, invoca unità di intenti tra enti e operatori. «Il logo a cinque cerchi all’interno di quello della Valtellina e un coordinamento per l’accoglienza dell’evento».

«Non capita tutti i giorni di poter diventare una valle olimpica, allora è bene che ci muoviamo uniti e in fretta per sfruttare il volano delle Olimpiadi a livello di immagine e anche per migliorare l’offerta del territorio». Sull’assegnazione dei Giochi olimpici invernali 2026 avvenuta lunedì scorso a Losanna grazie alla votazione favorevole degli esponenti del Cio, si aggiunge al coro dei commenti a livello provinciale il direttore del consorzio turistico del Terziere Superiore, Gigi Negri, che sviluppa la sua riflessione da due punti di vista: marketing e servizi.

Partendo dal primo aspetto, Negri è convinto che «passato il momento delle felicitazioni e dei festeggiamenti, sia arrivata l’ora dei ragionamenti – afferma il direttore del consorzio, di recente impegnato come referente della tappa del Giro d’Italia transitata dal Mortirolo e da Aprica -. Tutti sanno quanto ritenga importante, anche quando parlo del Tiranese, l’immagine che si offre al turista e al visitatore. In questo caso stiamo parlando di persone che da tutto il mondo verranno in Valtellina e di telespettatori di tutto il mondo che guarderanno in tv i Giochi».

«È importante che la Valtellina si faccia conoscere e un passaggio inderogabile è quello di inserire all’interno del logo Valtellina il logo delle Olimpiadi Milano-Cortina - afferma con convinzione Negri -. Sicuramente ci sarà una procedura da seguire per poter effettuare questo abbinamento, ma occorre muoversi immediatamente informandosi in Regione, a Milano sugli step da affrontare per raggiungere questo obiettivo».

«Credo che la domanda dovrebbe partire dalla Provincia - la convinzione del direttore del consorzio turistico del Terziere Superiore -, in modo da rendere possibile l’utilizzo del logo con i cinque cerchi in tutta la Valtellina da parte chi sia interessato. Penso agli uffici turistici naturalmente, agli operatori ricettivi, ma anche ai produttori».

Negri insiste sul fatto che sia necessario un coordinamento provinciale per gestire quest’operazione, in generale i preparativi per l’accoglienza dell’evento sportivo.

«Di uffici preposti in provincia al turismo ce ne sono, per la comunicazione è attivo Valtellina turismo, basterebbe secondo me un coordinamento fra le persone che già “parlano” di turismo», prosegue il direttore del consorzio, che ipotizza l’organizzazione di eventi che anticipino le Olimpiadi e di queste trattano.

«Soprattutto dobbiamo far fronte insieme – aggiunge con certezza -. Le Olimpiadi sono l’evento sportivo televisivo e mediatico più importante a livello mondiale. A chi ha posto dei dubbi sul fatto che il nome Valtellina sia comparso poco finora, suggerisco di smetterla di pensare ai piccoli confini». «Chi dall’America vedrà il nostro territorio, non percepirà il confine fra Milano, il lago di Como e la Valtellina, ma baderà a quello che trova e come viene presentato - è la considerazione che arriva sempre da Negri -. È un po’ come il biker che attraversa le nostre montagne: non sta a vedere in che paese si trova, ma se i percorsi sono puliti e ben segnalati».

Passando ai servizi, Negri continua il suo ragionamento invitando – come già amministratori e operatori hanno fatto in questi ultimi giorni – a migliorare il trasporto ferroviario da Milano a Tirano e la viabilità, soprattutto le strutture ricettive.

«Queste saranno le prime Olimpiadi in cui non ci sarà bisogno di costruire ex novo, perché abbiamo già quasi tutto “in casa” - la considerazione finale del direttore del consorzio -. Quello che andrà fatto è, invece, ristrutturare gli alberghi non solo in vista dei Giochi, ma anche per il futuro. Le Olimpiadi saranno l’occasione per migliorare la qualità della ricettività, perché di fatto la clientela lo chiede».


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