Mappa del culto islamico, la Regione “interroga” i Comuni

Mappa del culto islamico, la Regione “interroga” i Comuni

La richiesta ai sindaci sottoforma di lettera arriva dall’assessore regionale al Territorio Viviana Beccalossi, cui il presidente Maroni ha affidato il compito di coordinare azioni per la sicurezza a partire dalle verifiche sulla cosiddetta legge regionale “anti-moschee”.

La missiva - inviata per conoscenza anche ai prefetti - è arrivata anche a palazzo Pretorio, non sul tavolo del primo cittadino, assente per qualche giorno, ma su quella del vicesindaco Michele Iannotti.

«Con questa richiesta - si legge nella lettera - desideriamo valutare al meglio la possibilità di intervenire con eventuali provvedimenti legislativi di competenza regionale atti a regolamentare questa materia e per sviluppare un’ulteriore forma di collaborazione con i sindaci sulla sicurezza urbana, ai quali vogliamo fornire ulteriori strumenti a favore della pubblica sicurezza dei loro cittadini».

Duplice la richiesta di informazioni avanzata dall’assessore regionale: da una parte l’eventuale presenza ed ubicazione di luoghi di culto o di ritrovo di matrice islamica, dall’altra l’approvazione da parte del Comune di Piani per le attrezzature religiose o comunque se tale approvazione sia prevista entro il 6 agosto, data di scadenza prevista dalla nuova normativa regionale.

«A Sondrio abbiamo un’unica struttura, in via Tremogge - rassicura Iannotti -. Un centro culturale islamico che non ha mai dato particolari problemi. Lo indicheremo alla Regione».

Quanto al Piano per le attrezzature religiose, il Comune non ne è dotato, ma nel suo Piano di governo del territorio sono state individuate specifiche aree per l’insediamento di luoghi di culto, vicino a via Donatori di sangue, dove sorge la struttura realizzata anni fa dai Testimoni di Geova. «Ad oggi però - chiarisce Iannotti - non c’è stata alcuna richiesta di insediamento da parte di alcuna confessione religiosa».


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