Manzolini alla conquista di Venezia
Il regista sondalino Michele Manzolini al lavoro con il collega Federico Ferrone

Manzolini alla conquista di Venezia

Festival del cinema. Il regista sondalino, già autore di “Merica” sarà alla Mostra nella sezione “Sconfini”. Assieme al regista Federico Ferrone ha diretto un film documentario sui militari della Campagna di Russia.

Un soldalino alla conquista di Venezia. Il regista sondalino Michele Manzolini, 39 anni, diventa “protagonista” di un evento storico per il mondo del cinema valtellinese: si è guadagnato la prestigiosa partecipazione all’edizione 76 del festival del Cinema di Venezia che si svolgerà dal 28 agosto al 7 settembre. Lo fa con un tema, la ritirata di Russia, che ha colpito tragicamente anche la provincia di Sondrio.

Un sogno che si realizza per il regista valtellinese, visto che essere ammesso al festival di Venezia per uno che fa questa professione è un po’ come giocare a San Siro per un calciatore, raggiungere un traguardo ambito sperando che diventi un punto di partenza per una carriera prestigiosa. Le sue emozioni però Manzolini le deve trattenere perché come spiega lui stesso «prima della proiezione a Venezia non posso rilasciare interviste sul film».“Il Varco”, film che ha diretto con Federico Ferrone (“Il treno va a Mosca”) sarà presentato in prima mondiale alla Mostra Internazionale D’Arte Cinematografica di Venezia, nella sezione “Sconfini”. Uscirà nelle sale cinematografiche italiane a ottobre, distribuito dall’Istituto Luce Cinecittà.

Liberamente ispirato alle vite e ai diari dei militari Guido Balzani, Remo Canetta, Enrico Chierici, Adolfo Franzini, Nuto Revelli, Mario Rigoni Stern, “Il Varco” racconta attraverso immagini di repertorio il viaggio di un soldato italiano diretto al fronte sovietico. Siamo nel 1941: l’esercito fascista è alleato di quello nazista, la vittoria appare vicina. Il convoglio procede tra i canti e le speranze. La mente del soldato torna alla malinconia delle favole raccontategli dalla madre russa. A differenza di molti giovani commilitoni, lui ha già conosciuto la guerra, in Africa, e la teme. Il treno attraversa mezza Europa, avventurandosi nello sterminato territorio ucraino. All’arrivo dell’inverno l’entusiasmo cade sotto i colpi dei primi morti, del gelo e della neve. I desideri si fanno semplici: non più la vittoria, ma un letto caldo, del cibo, tornare a casa. L’immensa steppa spazzata dalla tormenta sembra popolata da fantasmi.

La partecipazione al festival di Venezia rappresenta sicuramente un trampolino di lancio per la carriera di Michele Manzolini, che è nato a Sondalo nel 1980, e si è laureato in Scienze delle comunicazioni all’università di Bologna, frequentando anche l’universidade do Minho, in Portogallo e l’università federale di Rio de Janeiro Italia e Brasile. Il suo primo capolavoro è stato Merica nel 2007 che raccoglie le testimonianze dei discendenti degli immigrati italiani in Brasile e quelle di chi oggi compie il viaggio di ritorno, dal Brasile all’Italia, per un racconto sulle condizioni in cui si ritrovano oggi gli immigrati nel nostro paese: il diritto di cittadinanza, da un lato, la crudezza della realtà, dall’altro. Nel 2007 “Merica” ha vinto il film festival e la stessa pellicola è stata premiata come il miglior film dei film festival. L’anno successivo “Nemico interno” racconta esperienze dell’islam italiano a Bologna. Come nel resto del paese, nella città felsinea convivono intolleranza e tentativi di dialogo, quartieri ghetto e seconde generazioni che combattono, criminalità e quotidianità. Il film ha avuto passaggi tivù su Al-jazeera Documentary Channel.


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