Mancano i vaccini  e la campagna frena  Precedenza ai richiami
Giovani in attesa all’hub vaccinale di Sondrio (Foto by gianatti)

Mancano i vaccini

e la campagna frena

Precedenza ai richiami

La situazione. I nuovi appuntamenti stanno slittando in agosto

Vaccini, i nuovi appuntamenti stanno slittando verso fine agosto. La campagna vaccinale di massa il prossimo mese rischia di rallentare la sua corsa per un taglio «consistente» delle forniture, così l’ha definito il presidente della Regione Attilio Fontana. Posticipare le prossime prime dosi è un modo per garantire il completamento delle vaccinazioni in corso ultimando le seconde dosi.

Un’altra strategia già in atto è fissare i richiami ad una distanza maggiore entro i limiti consentiti, 40 giorni invece di 35 con i vaccini ad MRna.

Il calo delle forniture riguarda soprattutto Pfizer. Infatti la Lombardia valuta anche la possibilità di usare per le seconde dosi Moderna da inoculare alle persone che hanno già ricevuto una dose di Pfizer. Un altro mix di vaccini che necessita del benestare delle autorità sanitarie.

È vero che la copertura nella provincia di Sondrio adesso è buona. Oggi circa il 70% della popolazione oltre i 12 anni ha ricevuto una dose. C’è una sorta di prima immunità che limita l’azione del virus unita all’estate che avanza e rende meno probabili le trasmissioni virali. L’intero ciclo vaccinale è però stato concluso solo da circa un terzo della popolazione valtellinese. Con la variante Delta, che in Valtellina e Valchiavenna non è ancora arrivata ma è soltanto questione di tempo, occorre stare attenti perché questa nuova mutazione del virus ha dimostrato di essere in parte resistente alla prima vaccinazione.

«Purtroppo in questa fase c’è un calo delle forniture – commenta il virologo Fabrizio Pregliasco – che speriamo possa presto essere colmato. Comunque non è vero che con la variante Delta in circolazione tutte le persone vaccinate con una sola dose sono in pericolo, è però vero che solo l’intero ciclo vaccinale ci mette con certezza al riparo. Dunque pur a fronte di una ristrettezza di dosi la campagna deve procedere il più veloce possibile».

In caso di focolai di variante Delta c’è chi immagina delle nuove mini zone rosse. Il clima però gioca a nostro favore. Dobbiamo concludere le vaccinazioni prima dell’autunno. . «Dobbiamo cercare di massimizzare l’efficacia con ciò che abbiamo a disposizione – dice ancora Pregliasco - come in guerra. Se c’è la necessità ad esempio di fare i richiami con Moderna dopo la prima dose di Pfizer si può fare. Ha senso. Il mix vaccinale, con la stessa tipologia di siero ad MRna, può essere una strategia da seguire». A marzo e a novembre il 20% dei tamponi analizzati erano positivi, oggi siamo sotto allo 0,5%. Questo però non vuol dire che è tutto finito.


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