«Mancano 120  tra medici e infermieri»
Infermiere all’ospedale Morelli di Sondalo; il problema non è trovare nuovi spazi, ma recuperare personale sanitario, medico e infermieristico

«Mancano 120

tra medici e infermieri»

Il nodo personaleIl direttore amministrativo Asst

«Trovate le risorse per 30 posti letto Covid al Morelli»

Altri 30 posti letto Covid verranno allestiti, a giorni, al Morelli di Sondalo, grazie all’accordo in corso di perfezionamento con un’agenzia di lavoro interinale, in grado di assicurare l’apporto di sei infermieri e 12 operatori socio sanitari.

«Ancora l’intesa è in fieri, ma contiamo di chiudere a breve - assicura Andrea De Vitis, direttore amministrativo di Asst Valtellina e Alto Lario -. D’altro canto stiamo facendo l’impossibile per introdurre personale, medico e del comparto. E non da ora, voglio precisare, ma da tempo, perché è da almeno il 2014 che l’Azienda è in sofferenza dal punto di vista del parco risorse umane».

Le stime

Pensionamenti e trasferimenti, la fanno da padroni, basti dire che l’anno prossimo sono stimate in 100 le figure infermieristiche che potrebbero lasciare per la pensione.

«Su un totale di 1.100 infermieri in organico, possiamo dire - sottolinea De Vitis - che all’appello ne mancano almeno 70, mentre su 350 medici, ne necessiterebbero almeno 50. Dico almeno, perché è impossibile rispondere compiutamente a tutte le richieste che pervengono a questo ufficio. L’Azienda è attiva, da tempo, ma ci sono evidenti, oggettive difficoltà di reperimento del personale. A tutti i livelli, medici, infermieri, ostretriche, operatori socio sanitari, ausiliari socio assistenziali».

Che si acuiscono, terribilmente, in un contesto emergenziale come quello in atto. «Al momento stiamo fronteggiando l’emergenza Covid remunerando le prestazioni aggiuntive di medici, infermieri, tecnici di laboratorio e di radiologia, ed operatori socio assistenziali - dice De Vitis -. In una parola ricorrendo agli straordinari. E questo, per medici e infermieri, grazie alle risorse messe sul piatto dal Governo e anticipate da Regione Lombardia, per far fronte al recupero delle liste d’attesa. Si tratta di 50 euro lorde all’ora per gli infermieri, e di 80 all’ora, sempre lorde, per i medici. Regione e Stato ci hanno dato facoltà di utilizzare queste risorse aggiuntive anche per l’emergenza Covid in atto».

Gli operatori

Per quanto riguarda gli operatori socio sanitari, invece, è stato raggiunto un accordo con le parti sindacali per riconoscere loro 25 euro lorde all’ora come prestazioni aggiuntive, in quanto non è prevista, per questa categoria, la possibilità di attingere al fondo per lo smaltimento delle liste d’attesa. «Il problema è che l’incentivo economico sana solo in parte le carenze - ricorda il direttore amministrativo -, perché il nostro personale, pur più pagato, resta stanchissimo. Coprire tutti i turni è massacrante. Abbiamo bisogno di nuova linfa come il pane».

Inserimenti

È una ricerca disperata quella in atto, da tempo, va detto, non da ora. «In un anno e mezzo abbiamo emesso 60 tra concorsi e avvisi a tempo determinato per medici. Hanno fatto domanda in 300, e sono 34 quelli assunti che, alla fine, hanno accettato l’incarico - ricorda De Vitis -. Ancora, in tre mesi abbiamo emesso tre avvisi pubblici per l’assunzione di infermieri a tempo determinato. In 340 hanno presentato domanda e in 70 hanno accettato. Ma ricordo anche il precedente concorso per infermieri, al quale hanno partecipato in 700 e hanno accettato in 207, uno su cinque. Mentre sempre restando alla categoria degli infermieri, altro apporto dovrebbe giungerci dal bando di reclutamento chiuso il 19 ottobre scorso al quale hanno aderito in 700. Ora - conclude De Vitis - si tratta di fare le selezioni, ma ricordo in epoca Covid non è semplice procedere neanche con quelle».


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