Mamme scaricano le bici  ma il treno parte lo stesso  «Ma come può succedere?»
L’episodio segnalato è accaduto in stazione a Sondrio

Mamme scaricano le bici

ma il treno parte lo stesso

«Ma come può succedere?»

Disavventura di tre donne con sei bambini che stavano scendendo dal treno a Sondrio: mentre scaricavano le biciclette le porte si sono chiuse e il treno è partito

Un gita fuori porta da Sondrio a Tirano, in bicicletta, lungo il sentiero Valtellina, per, poi, rientrare, comodamente, in treno, prendendo il diretto delle 17.08 in partenza dalla città abduana.

Questo il “planning” messo a punto da tre mamme di Sondrio, che, con i loro bambini, sei in tutto, fra i tre e i sei anni, domenica hanno optato per questa escursione alternativa, andata benissimo fino a quando il treno non è giunto in stazione a Sondrio.

«E’ qui che è sorto il problema - racconta una delle mamme a nome di tutte - perché due di noi sono scese ed io, con l’aiuto di un altro viaggiatore, ho passato loro tre biciclette, ma altre tre ne restavano da scaricare, solo che l’operazione non è stata possibile perché la porta ci si è chiusa inesorabilmente. Con l’aggravante che una parte dell’avambraccio di una delle mamme a terra è rimasta pure incastrata. Fortunatamente, è riuscita a liberarsi, ma di riaprire la porta, proprio, non c’è stato verso».

Da terra le mamme hanno urlato e strepitato, ma nessuno ha dato loro retta. Morale, il treno è ripartito con me sola a bordo, insieme a sei bambini, di cui solo due miei, gli altri quattro delle mie amiche, che hanno cominciato ad agitarsi e a piangere. Un disastro, non sapevo più cosa fare».

Ad un certo punto, la mamma, ha fatto sedere i piccoli ed ha percorso tutto il treno, nella speranza di trovare il controllore e raccontargli l’accaduto, nel mentre, le altre amiche scese a Sondrio hanno chiesto aiuto, in stazione, affinché qualcuno si attivasse per far tornare alla base i loro bambini.

«Insomma, un incubo - dice la mamma rimasta sul treno -, non sapevo più cosa fare, soprattutto come tranquillizzare i bambini. Fino a quando mi hanno fatto sapere che avrebbero fermato il treno in via straordinaria ad Ardenno, dove ci avrebbero fatti scendere tutti per farci salire sul diretto in arrivo da Milano cui, a sua volta, hanno fatto effettuare una fermata straordinaria. E, in effetti, così è stato, però, io e le altre mamme abbiamo passato attimi di panico».

«Una domenica stupenda, finita in un modo che non auguro a nessuno, con bimbi delusi e tristi. E questo in quanto siamo venuti a sapere che la porta sta aperta non più di sessanta secondi, per cui, come si fa a scaricare sei biciclette e sei bimbi in così breve tempo? E non c’è nessuno che controlla prima di far partire il treno?».

Su quanto accaduto Trenord, attraverso il proprio ufficio stampa, ha, unicamente ribadito che «tutte le porte del treno, quando partito da Sondrio, erano chiuse e - ha detto - «il personale è subito intervenuto, appena appreso della situazione, e si è attivato per far fermare il diretto proveniente da Tirano ad Ardenno, fermata straordinaria, ed a disporre un trasbordo sul treno partito da Lecco alle 16.15 e diretto a Sondrio. Fermata, anche la sua, straordinaria».


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