Maltempo, più di un milione di danni

MerateLo ha annunciato il sindaco Panzeri nell’ultimo consiglio. Il Comune ha già chiesto lo stato d’emergenza

Problemi limitati alle infrastrutture pubbliche, sono stati i privati a subire i disagi maggiori dall’ultima alluvione

Ammontano a più di un milione i danni causati dall’alluvione della scorsa settimana in città.

Per la precisione, in base a quello che risulta dalle schede Rasda (vale a dire la raccolta delle schede danni) inviate in Regione Lombardia, il valore è quello di 1.058.000. Una stima, tuttavia, come si è affrettato a precisare il sindaco Massimo Panzeri, nel corso dell’ultima seduta del consiglio comunale, rispondendo al question time e in particolare alle domande presentate dal consigliere Patrizia Riva del gruppo Cambia Merate, «che è certamente destinata a salire».

Anche smottamenti

I danni, insomma, al di là delle valutazioni dell’indomani, quando si ipotizzavano solo un centinaio di migliaia di danni, sono risultate assai più consistenti del previsto..

Il sindaco ha precisato come «la maggior parte dei danni riguardano strutture private».

Per quello che attiene le infrastrutture pubbliche, l’acqua ha causato danni piuttosto limitati. «Quello più evidente è certamente quanto avvenuto in via Trieste, dove è scoppiata una tubatura dell’acqua e dove, proprio in seguito a questa rottura, si è spaccato il manto stradale. Dobbiamo inoltre registrare alcuni smottamenti in aree periferiche e danni a due cancelli in via Promessi Sposi, dove si è verificato un allagamento del seminterrato a causa del fatto che le pompe sono andate in blocco».

Ben più seri, come d’altra parte aveva già evidenziato il gruppo Cambia Merate esponendo le sue domande, i danni subiti dai privati. Specie, hanno sottolineato, a Cassina Fra’ Martino, dove lo sviluppo edilizio avvenuto nei decenni scorsi non è andato di pari passo con «un adeguato sviluppo delle infrastrutture atte alla gestione e al controllo delle acque».

«I danni maggiori - ha precisato Panzeri - sono avvenuti in via Marconi, via Stelvio e via Arnaboldi a Pagnano».

L’incontro con Lario Reti

Alla luce dei primi sommari conteggi, il primo cittadino di Palazzo Tettamanti ha inoltre dichiarato di «avere già scritto al presidente della Regione Attilio Fontana, all’assessore al territorio regionale ma anche al presidente della Provincia di Lecco Claudio Usuelli, chiedendo lo stato di emergenza. È la prima volta che la città di Merate presenta una richiesta di questo tipo. Speriamo che venga riconosciuta l’emergenza e che arrivi un risarcimento dei danni».

L’assessore all’ecologia Andrea Robbiani ha invece precisato come, per risolvere i problemi legati all’acqua, abbia già incontrato i tecnici di Lario Reti Holding.

«La nostra idea - ha spiegato - è di chiedere a LRH uno studio approfondito sul movimento delle acque piovane sul territorio, in modo da potere approntare un piano di interventi preciso. Inoltre, intendiamo sollecitare una maggiore pulizia dei reticoli idrici maggiori, come il torrente Molgora, che in teoria sono in capo alla Regione ma che, molto spesso, vengono effettuati dai Comuni, che invece non dovrebbero occuparsene».


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