Malore nel bosco, muore a 39 anni

Valdidentro Paolo Marieni, di Erba, barista a Livigno, trovato morto ad Arnoga: era uscito per cercare funghi . Scartata l’ipotesi di un incidente, non è stata disposta l’autopsia

Malore nel bosco, muore a 39 anni
A Livigno, Paolo Marient, 39 anni di Erba, lavorava come barman a Livigno

Scattate alle 21,15 di giovedì le ricerche di Paolo Marieni, 39 anni di Erba, domiciliato a Livigno, dove si era trasferito per lavoro da più di dieci anni, si sono dovute chiudere dopo poco per effetto della pioggia battente e del buio fitto che le avrebbero rese del tutto vane e persino pericolose per i soccorritori. Che alle 7 del mattino di ieri erano sul posto, ad Arnoga di Valdidentro, per tornare a scandagliare quel bosco a ridosso della strada.

Sul posto i tecnici del Soccorso alpino della Guardia di Finanza, della stazione di Bormio, retta dal comandante Simone Radaelli, unitamente ai colleghi del Corpo nazionale del soccorso alpino, sempre di Bormio, ai vigili del fuoco di Valdisotto, presenti anche i soccorritori di Areu e i Carabinieri del posto, afferenti al comando di Tirano, che, tutto il possibile hanno fatto nella speranza di trovare vivo Paolo già la sera in cui è scattato l’sos.

«Abbiamo chiamato più volte il suo nome nella speranza di avere un minimo riscontro - hanno detto, ieri, dal Sagf di Bormio - e abbiamo fatto tutto quanto abbiamo potuto per scandagliare la zona subito, ma troppo brutte le condizioni meteo per proseguire. Ieri mattina, invece, intorno alle 8,30, abbiamo ritrovato quasi subito il disperso, purtroppo senza vita, riverso nel ruscello che scorre nel bosco, poco distante dal punto in cui aveva parcheggiato la sua Volkswagen Polo».

Non era in un luogo impervio. Si trovava nel bosco a 100 metri dalla sua auto, lasciata a bordo strada lungo la statale 301 del Foscagno, a un chilometro di distanza da Arnoga. Era lì, prono nel ruscello, con il suo cappellino e un fungo vicino a lui.

«Era appassionatissimo di funghi - assicura Dino Illini, titolare del Loko’s, il bar di Isolaccia di Valdidentro dove, solitamente, Paolo faceva tappa quando era in “libera uscita” per ricerca funghi - e si era fermato proprio qui, da me, giovedì, alle 10. Era stato ad Oga, in cerca di funghi, ma mi aveva detto di averne trovati pochi e che il bosco era molto bagnato. Mi ha detto che si sarebbe fermato più avanti, ad Arnoga, per un giro pomeridiano nel bosco».

Che, evidentemente, è durato pochissimo, per aver trovato la morte così vicino alla propria auto. Forse, chissà, proprio il terreno bagnato lo ha tradito anche se, i soccorritori, che ben se ne intendono, di primo acchito, propenderebbero per un malore sopravvenuto. Sul punto, dal Sagf di Bormio, il comandante non si sbilancia, rinviando ad eventuali aggiornamenti da parte della Procura, però, l’impressione è che non si sia trattato di incidente per il contesto in cui il corpo è stato ritrovato.

La salma è stata ricomposta in obitorio a Sondalo e sottoposto a ricognizione cadaverica. Non è stata eseguita alcuna autopsia e a metà pomeriggio di ieri è giunto ai familiari, saliti a Sondalo, il nulla osta alla sepoltura e alla cremazione, come desiderato dal loro congiunto.

Grande lo sconcerto, in zona, per l’accaduto, tanto più a Livigno dove, Paolo, da anni barman dell’hotel Sporting, e dove viveva con la compagna, pure di Erba, la stessa che ha dato immediato avvio alle ricerche non vedendolo rientrare a casa giovedì, era conosciutissimo.

«Ci mancherà - dice col nodo in gola un suo collega talmente scosso da chiedere l’anonimato -. Era a Livigno da anni, è stato in più alberghi, una brava persona, piacevolissima, simpatica, professionale, impossibile non volergli bene. Qui era conosciutissimo».

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