«Mafie, il crimine raccoglie consensi. Ma voi lo fermerete»
Da sinistra: Ricciardi, Venosta, Dolci, Pedranzini e Gittardi (Foto by foto Gianatti)

«Mafie, il crimine raccoglie consensi. Ma voi lo fermerete»

Iniziativa della Bps a Sondrio. Il magistrato al vertice della Dda ha incontrato gli studenti ieri mattina al Policampus. I timori per la Lombardia e le speranze per il futuro.

«La riscossa parte da voi giovani: è fondamentale l’educazione alla legalità, all’onestà e a essere buoni cittadini»: così ieri mattina al Policampus, Alessandra Dolci, procuratore della Repubblica aggiunto e coordinatore della Direzione distrettuale antimafia (Dda) di Milano e dell’ufficio misure di prevenzione, si è rivolta agli studenti delle scuole di Sondrio nel corso dell’incontro “Educare alla legalità. Perché con l’aiuto dei cittadini si vince sulla criminalità”, organizzato dalla Banca Popolare di Sondrio.

Davanti a una platea molto numerosa e altrettanto interessata, Alessandra Dolci ha dipinto un quadro non certo roseo, dove anche in Lombardia «vedo aumentare il consenso sociale alla presenza del crimine organizzare e la ’ndrangheta è sempre più un riferimento sociale Una volta, specialmente “in provincia”, quando uno sbagliava si faceva il vuoto intorno a lui e perché venisse riaccolto passavano anni e doveva dimostrare di essere diventato un buon cittadino; ora non è più così». Non sono mancati gli esempi concreti, da parte di Alessandra Dolci, che si tratti di imprenditori che si rivolgono alla ’ndrangheta per il recupero crediti o non denunciano le estorsioni subite, di persone che proprio nella criminalità cercano agganci per una carriera o “raccomandazione” politica, fino ad aziende del settore edilizio che lavorano con imprese legate alla ’ndrangheta stessa senza poi curarsi se queste ultime paghino le tasse o del modo in cui smaltiscano i rifiuti.

Una mentalità e una cultura dell’illegalità e dell’omertà questa, che, secondo un articolo di Ernesto Galli della Loggia, citato proprio dal procuratore Dolci, si svilupperebbe già nella scuola. Proprio dalla scuola e dai giovani, però, ha ribadito, può partire il riscatto, la diffusione della cultura della legalità e la lotta alla criminalità organizzata e a ogni forma di ingiustizia: «Dovete studiare, leggere, informarvi, essere curiosi. - così il responsabile della Dda ha spronato gli studenti sondriesi - Dovete coltivare le vostre passioni: Steve Jobs disse, agli studenti dell’Università di Stamford, “siate affamati, siate folli”. Potete aiutare le istituzioni e la magistratura attraverso molte iniziative sociali e culturali».

E, anche e soprattutto, fare la differenza con gesti concreti: «Un gruppo di liceali di Reggio Emilia - ha raccontato - hanno realizzato un video sulle infiltrazioni della ’ndrangheta nel loro territorio. Non solo il video è stato poi utile alla magistratura, ma i ragazzi stessi, quando hanno scoperto che il locale dove organizzavano le loro feste era legato alla criminalità, hanno deciso di cambiare posto».

Non sempre, però, il percorso verso la legalità è semplice: «A Rescaldina abbiamo confiscato un immobile alla ’ndrangheta e lo abbiamo affidato a una cooperativa sociale che lì ha aperto un ristorante assumendo come personale alcuni ragazzi con la sindrome di down - ha spiegato il magistrato -. Di fronte, i parenti delle persone a cui avevamo confiscato l’immobile hanno aperto un altro ristorante che, purtroppo, era sempre piuttosto affollato. Dopo alcuni mesi il sindaco di Rescaldina mi ha chiamato dicendo che la cooperativa sociale non aveva più la disponibilità di mandare avanti l’attività. Questa cosa mi ha lasciato indignata: bisogna sapere cosa scegliere tra un locale in un bene confiscato alla mafia e uno, invece, della mafia stessa. In questo caso lo Stato ha perso e la mafia ha vinto: il percorso verso la legalità passa anche attraverso queste sconfitte, ma ricordatevi che anche voi giovani sarete chiamati a fare delle scelte e sono certa farete quelle giuste».


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