Madesimo, la denuncia  «Caos e assembramenti  Non c’è alcun rispetto»
Una delle foto pubblicate relative a questi giorni che stanno facendo discutere

Madesimo, la denuncia

«Caos e assembramenti

Non c’è alcun rispetto»

La segnalazione dell’ex sindaco Masanti. «Gente troppo vicina e spesso anche senza mascherina. Sembra di essere tornati d’estate, ma la pagheremo»

«Sembra Ferragosto. Così non ne usciremo mai». Ha un diavolo per capello Franco Masanti, ex sindaco e ancora consigliere del Comune di Madesimo. Da lui, ma non solo da lui, partono le segnalazioni riguardanti assembramenti che nei giorni di Capodanno si sarebbero verificati nella località turistica dell’alta Valle Spluga.

Le prove

Girano video su Internet, dove il dibattito si è ovviamente infiammato tra chi pretende un rispetto rigido delle misure di contenimento della diffusione del contagio da Coronavirus e chi è più disposto a chiudere un occhio: «Non sapevo che Madesimo fosse in “zona bianca”, dove non ci sono regole. Purtroppo – spiega Masanti, albergatore da anni impegnato in prima persona nell’amministrazione del Comune – abbiamo assistito ad un generale mancato rispetto delle norme, con tantissima gente assembrata sui percorsi per le ciaspole, per le strade o sulle camminate. Molti senza nemmeno la mascherina addosso. Sembrava di essere tornati a questa estate, quando la soglia di attenzione si era abbassata notevolmente. Con i risultati che ben sappiano. Così rischiamo di prolungare ancora quella che per il settore turistico è un’agonia».

Lo spostamento consentito verso le seconde case ha giocato, ovviamente, un ruolo fondamentale anche se c’è chi è riuscito a raggiungere Madesimo solo per una puntata in giornata. Le possibilità di una scappatoia rispetto alle norme sulla mobilità non mancavano di certo. Dalla visita agli amici a quella ai parenti.

Come d’estate

Il risultato è stato una riedizione sulla neve di quanto verificatosi in estate: «Le nostre realtà commerciali sono costrette a fare i conti con norme che le stanno mettendo in ginocchio - osserva Masanti - Penso al divieto di organizzare pranzi e cene in alberghi e ristoranti, che da tempo hanno varato una serie di rigidi protocolli per garantire la sicurezza dei clienti. Noi dobbiamo accettare le norme e poi dobbiamo assistere a situazioni incresciose, con decine di persone in pochi metri e senza mascherina. Non credo che sia ammissibile ma credo che la pagheremo a lungo».


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