Mercoledì 15 Ottobre 2014

Ma il Grosio non ci sta

«Non è accaduto nulla»

Pubblico sulle tribune in una foto d’archivio

«Non c’è stata nessuna intemperanza del pubblico: i tifosi hanno semplicemente “vociato” dopo una decisione dell’arbitro e non mi pare che per regolamento non si possa fare. Se invece il regolamento è cambiato allora ci adegueremo».

Non ci sta Roberto Caspani, direttore sportivo del Grosio, che rompe il silenzio della società grosina sui fatti che domenica hanno portato alla sospensione da parte dell’arbitro Alessandro Ruffoni, del match contro la Chiavennese al 35’ del secondo tempo. Fatti che, in realtà, non sono particolarmente chiari né a Caspani né a tutti gli altri componenti dello staff dirigenziale e della squadra del Grosio.

«Era una bella partita, maschia, ma corretta: - racconta Caspani - il Grosio ha subìto un espulsione per fallo di gioco e alcune ammonizioni, provvedimenti che ritengo corretti. Altri episodi analoghi, commessi dai giocatori della Chiavennese, invece, non sono stati sanzionati allo stesso modo e per questo io personalmente ho dalla panchina ho semplicemente chiesto qualche ammonizione, dopo tre “gialli” ai nostri danni, anche per gli avversari. Per questo sono stato espulso dall’arbitro e mi sono dovuto accomodare in tribuna».

E proprio dalla tribuna Roberto Caspani ha potuto avere una visuale privilegiata su quanto accaduto al 35’ della ripresa: «Ruffoni - ha proseguito il dirigente - ha fischiato un fallo ai nostri danni mentre eravamo in attacco. Il pubblico si è un po’ scaldato e ha iniziato a “vociare” e a questo punto lo stesso Ruffoni ha fischiato tre volte e ha interrotto la partita. I due capitani poi sono andati nello spogliatoio per chiedergli di portare a termine la partita, visto che in campo e fuori non era accaduto nulla, ma non c’è stato verso di convincerlo».

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