«Ma il cantiere di Spriana finirà mai?»
I lavori sul valli paramassi realizzati negli anni nel cantiere per arginare la frana a Spriana

«Ma il cantiere di Spriana finirà mai?»

Popi Miotti scrive agli enti locali e alla Prefettura per conoscere lo stato dell’arte e i reali pericoli. L’alpinista lamenta il silenzio sceso sulla frana che incombe sulla città e il sindaco Scaramellini ha raccolto l’appello.

Tornano sotto i riflettori la frana di Spriana e soprattutto la situazione dei lavori per realizzare il bypass sul Mallero per proteggere la città di Sondrio. Nei giorni scorsi Giuseppe Popi Miotti ha inviato una lettera aperta agli enti locali per richiamare nuovamente l’attenzione sul problema e la nuova amministrazione comunale guidata dal sindaco Marco Scaramellini ha annunciato che prenderà in mano tutta la documentazione sull’annosa vicenda per fare il punto della situazione, anche confrontandosi con gli altri enti coinvolti, a partire dalla Regione.

Lo scorso anno Miotti - noto alpinista ed ex guida alpina sondriese - sul problema della frana di Spriana aveva organizzato un convegno insieme a Giovanni Bettini e all’ingegnere Andrea Marzi, che per diversi anni ha operato nel cantiere del bypass del Mallero, e nella lettera aperta di questi giorni solleva nuovamente le questioni al centro di quell’incontro. «Ogni volta che in questi giorni mi imbatto in un tg o leggo un quotidiano - scrive Miotti -, non posso fare a meno di pormi delle domande sulla situazione di certe criticità idrogeologiche nella nostra provincia. Dopo gli eventi di Genova non ho potuto fare a meno di riandare alla pubblica denuncia che con l’architetto Giovanni Bettini e l’ingegner Andrea Marzi facemmo alcuni mesi or sono in merito allo stato dei lavori del bypass della frana di Spriana». Alla serata «mancavano il sindaco della città, il presidente della Provincia e quello della Comunità montana di Sondrio, oltre che il signor prefetto», prosegue Miotti, che proprio a questi enti rivolge il proprio appello. «La nostra domanda, mia di Bettini e Marzi era semplice - sottolinea nella lettera aperta -. Esiste un pericolo anche remoto? Allora perché non si finisce il bypass e anzi non lo si rende efficiente al 200%? Non c’è pericolo? E allora cosa si aspetta a togliere il cantiere, compreso il trenino che pare sia ancora all’interno del tunnel e che con la sua presenza renderebbe impossibile il deflusso delle acque qualora necessario?».

Nel frattempo in città si sono tenute le elezioni amministrative e «mi aspettavo che qualcuno riportasse in vita la questione», rimarca ancora Miotti, ma così non è stato. «In questo lasso di tempo ci sono stati, mi pare, anche alcuni incontri con esperti per fare il punto sullo stato del dissesto in provincia - si legge ancora nella lettera -, ma mi risulta si sia parlato di val San Giacomo, della valle del Frodolfo e di altre criticità, su quella di Spriana neanche un fiato».

Di qui la decisione di chiamare in causa Comune, Provincia, Comunità montana e Prefettura, per chiedere nuovamente un chiarimento sulla questione. E da palazzo Pretorio una risposta è arrivata: l’amministrazione del nuovo sindaco Marco Scaramellini, infatti, ha chiesto agli uffici di riunire tutta la documentazione sul bypass, così da poter avere un quadro preciso dei passaggi e dei provvedimenti del Comune nei molti anni di attività del cantiere, durante i quali si sono succedute diverse amministrazioni. Nel frattempo palazzo Pretorio ha contattato anche la Regione, per avere aggiornamenti dettagliati sulle condizioni del versante di Spriana e sulla situazione dei lavori per il tunnel, studiato per far defluire le acque del Mallero nel malaugurato caso di un crollo della frana.


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