L’uomo che sogna di far giocare il mondo
Luca Poletti, classe 1968, sondriese di nascita ma residente a Cedrasco (Foto by foto gianatti)

L’uomo che sogna di far giocare il mondo

Luca Poletti, 50 anni, sondriese impiegato all’Agenzia delle entrate, è l’inventore di “Octagone”. Il passatempo è depositato come opera edita alla Siae - Domenica 17 marzo sfide tra genitori e figli al Museo.

Era il 1998, o giù di lì, quando ci ha pensato per la prima volta. Ed ora, a distanza di tanti anni, quel sogno si è concretizzato. Un doppio sogno, in realtà: creare un gioco sì, ma mettendoci dentro tutte le proprie passioni, dal viaggio alla fotografia passando per l’arte, la comunicazione e l’amicizia. «Ho preso tutto questo e l’ho messo in un grosso shaker, aggiunto curiosità e creatività in abbondanza, molta passione e ho agitato a lungo. Ora mi sorseggio il cocktail, ben lieto di offrirlo a chi lo gradisca».

Luca Poletti, classe 1968, sondriese di nascita, ma residente a Cedrasco, un posto fisso da impiegato all’Agenzia delle entrate, ce l’ha fatta. Si chiama Octagone il gioco da tavolo che ha ideato, tra l’altro mentre stava lavorando ad un’altra sfida, realizzato - in un lavoro artigianale al limite del maniacale (autoproduzione dei pezzi, fustellatrici a Lecco e viaggi fino a Verona per acquistare i tubi di cartone della confezione) - e depositato come opera inedita prima (2001) e poi edita (2006) alla Siae e con il quale si sta facendo largo nel mondo dei game designers e, piano piano, anche nella sua terra d’origine.

Nelle scorse settimane Octagone è entrato in aula, nella scuola senza zaino di Albosaggia coinvolgendo ragazzi dagli 11 ai 13 anni che si sono dimostrati particolarmente entusiasti - «vedere ragazzi che dopo due ore di laboratorio vogliono ancora giocare è stato motivo di soddisfazione personale, oltre che di riflessione» -, e domenica 17 marzo sarà protagonista della giornata di gioco tra genitori e figli al Museo valtellinese di storia e arte di Sondrio in occasione della festa del papà.

Soddisfazioni per chi ha messo tanto di sé in un progetto visionario. «Ho inventato Octagone molti anni fa - spiega Luca -. Dopo averlo tenuto un po’ da parte per svilupparne un altro ho deciso di proporlo investendo molto del mio tempo libero perché credo in Octagone, grazie anche ai riscontri ricevuti da amici e giocatori occasionali che si sono alternati al tavolo anche durante manifestazioni a tema (Ideag Mantova e Ideag Parma riservati agli autori di giochi da tavolo), ma anche ai responsi positivi più tecnici». Octagone è stato infatti tra i finalisti del Premio Archimede 2006 che si tiene a Venezia.

Recentemente Luca lo ha portato a Rimini al salone della birra “Beer attraction” nella convinzione che per le sue caratteristiche Octagone si presti particolarmente all’utilizzo in bar e pub. All’orizzonte, anche se ancora in fase embrionale, c’è un’auspicata collaborazione con BeerTellina, l’associazione dei birrifici artigianali di Valtellina e Valchiavenna. «Sono aperto a lavorare con diverse realtà del territorio - dice Luca -, il senso dell’inventare un gioco come questo sta anche in questa apertura».

Ma come si gioca a Octagone? In maniera molto semplice, ma non banale, imparando le poche regole previste. Il gioco trae ispirazione dal domino e, per strategia, dalla dama. Ci sono delle pedine colorate e un tabellone su cui posizionarle, certamente non a caso se si vuole vincere. Si può giocare indicativamente dall’età di otto anni - «se poi uno è sveglio inizia prima» spiega Luca sul sito del board game Octagone.org -, in due o quattro giocatori (in questo caso a coppie) e una partita dura tra i 10 e i 15 minuti. «Un modo - ancora Luca - per andare incontro alle esigenze di giocatori che cercano qualcosa di leggero, facilmente assimilabile e che non li coinvolga per troppo tempo». Se ne avanza, c’è sempre la possibilità di una rivincita.


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