L’osservatorio di Ponte fa il botto. Il bolide adesso è già una celebrità
Ponte, il bolide ripreso dall'osservatorio astronomico di Ponte (Foto by Clara Castoldi)

L’osservatorio di Ponte fa il botto. Il bolide adesso è già una celebrità

L’immagine ripresa in Valtellina inserita nel database dell’Istituto nazionale. Ora lo si cerca anche in Valle. Il direttore Vairetti: «Attività utile anche per studiare i modelli meteorologici e climatici»

La prima immagine, che è già stata inserita nel database dell’Istituto nazionale di astrofisica di Torino, riguarda un bolide – ovvero un grosso meteoroide o piccolo asteroide che esplode in atmosfera, visibile su una vasta area, talvolta anche di giorno – che il 22 agosto l’Osservatorio astronomico “Giuseppe Piazzi” di Ponte in Valtellina ha ripreso. È il primo risultato del progetto Prisma (Prima rete italiana per la sorveglianza sistematica di meteore e atmosfera) cui la struttura, di proprietà del Comune di Ponte e che si trova nella frazione montana di San Bernardo, ha aderito insieme ad altre quaranta in Italia.

«Abbiamo installato una telecamera all-sky per l’osservazione e il monitoraggio continuo del cielo per catturare immagini di meteore brillanti (bolidi, appunto), determinarne le orbite e le aree di eventuali cadute – spiega il direttore dell’Osservatorio, Rino Vairetti -. Le meteoriti sono la principale fonte di informazioni sulla storia remota del sistema solare, sui meccanismi di formazione e sul materiale da cui si formarono il Sole ed i pianeti. L’osservazione sistematica di questi eventi ci permetterebbe di determinare il flusso degli oggetti cosmici di più piccole dimensioni che interagiscono con la Terra, parametro questo non ancora ben conosciuto. Inoltre i dati raccolti in maniera sistematica potranno aiutare a perfezionare i modelli relativi all’interazione di corpi cosmici con l’atmosfera che a tutt’oggi presentano ancora molte lacune. Oltre all’aspetto astrofisico, le immagini del cielo raccolte in continuo (notte e giorno), con una frequenza di 30 immagini al secondo, permettono il monitoraggio sistematico della copertura nuvolosa e dell’attività elettrica atmosferica. Tali dati potranno essere di grande importanza per la validazione dei modelli metereologici e climatici».

Il bolide, rilevato dalle stazioni Prisma il 22 agosto scorso, potrebbe essere caduto in Valtellina.

É una ipotesi cui sta lavorando l’Istituto nazionale di astrofisica (Inaf). «L’Inaf sta elaborando dei calcoli per capire dove sia caduto e pare possibile che sia successo sul territorio della provincia di Sondrio – spiega il direttore dell’Osservatorio astronomico di Ponte in Valtellina oltre che presidente dell’Associazione astrofili valtellinesi, Rino Vairetti -. Quanto a noi, abbiamo dato la nostra disponibilità per cercarlo, sempre che sia in un luogo accessibile. Non si sa esattamente quanto fosse grande, ma è probabile che sia caduto in alta montagna. Poterlo recuperare sarebbe molto interessante per gli studi che riguardano questi corpi rocciosi che racchiudono in essi la storia del sistema solare». La gestione delle attività dell’osservatorio, come noto, è affidata all’Associazione astrofili valtellinesi che, oltre a perseguire scopi didattici e di divulgazione a favore delle scuole e, più in generale, della popolazione, promuove attività scientifiche in collaborazione con altri osservatori e con istituti di ricerca specifici.

«Siamo molto soddisfatti dell’appeal dell’osservatorio, che cresce di anno in anno – commenta Vairetti -. Le visite promosse nei mesi scorsi sono andate benissimo. A parte la serata di osservazione della luna rossa che abbiamo aperto ad un numero elevato di partecipanti, preferiamo chiudere l’iscrizione alle visite a 50 persone in modo che l’iniziativa possa essere gestita bene. Anche la serata del 14 settembre ha avuto il pienone». E se l’interesse del pubblico c’è, l’associazione sarebbe interessata all’ingresso di nuove leve nel gruppo formato da una cinquantina di soci, dei quali sono una decina attiva.


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